Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “DAL PROFONDO DI ME STESSO” di Edoardo B. – 23 Aprile 2018

TITOLO: Dal profondo di me stesso
AUTORE: Edoardo B.
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Bdsm/lgbt
EBOOK:
PAGINE: 304
PREZZO: 3,49 € su Amazon (disponibile su Ku)
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto (pratiche estreme di bdsm)
DATA DI USCITA: 23 Aprile 2018
 LINK PER L’ACQUISTODal profondo di me stesso

TRAMA:  Sono le quattro di notte e Hauke è sveglio. Ha ventinove anni e da tempo convive con l’insonnia, che gli impedisce di riaddormentarsi. Così si alza e, nel silenzio del suo appartamento vuoto, inizia a scrivere un diario − o una confessione – sull’anno appena trascorso, cercando di mettere in ordine i numerosi pensieri che continuano a tormentarlo.
Attraverso le pagine del diario, racconta la sua vita fatta di routine, solitudine, amici perduti, rapporti familiari difficili e insoddisfazioni per una laurea sprecata. Un’esistenza anonima, complicata da forti tendenze masochistiche e feticistiche che l’hanno sempre fatto sentire diverso e malato. Ed è proprio della sua malattia che comincia a parlare, non solo quella fisica che lo costringe a rivolgersi a un medico, Sergio, ma soprattutto quella dell’anima, che lo porta a essere irresistibilmente attratto da quell’uomo, riconoscendo nel suo sguardo e nei suoi modi un essere a lui complementare.
I due instaurano una relazione sessuale sadomaso, complicata e senza apparente futuro, poiché Sergio si dichiara da subito fidanzato e non interessato a Hauke se non come sottomesso.
Lungo il diario, passato e presente si alternano, ricordi dell’infanzia e dell’età adulta si richiamano a vicenda, e, a volte, risulta difficile distinguere ciò che è sogno da ciò che è reale. Ma, in un momento di lucidità, Hauke trova la forza di confessare a se stesso una verità scomoda, anche se incontestabile: “Io non sono mai stato lo schiavo di un altro uomo. Sono sempre stato schiavo di me stesso.”

 

Dalle parole di un diario/confessione ha inizio la storia di Hauke, non ancora trentenne, che cerca di mettere ordine tra i propri pensieri, come se mettendoli nero su bianco potesse tornare ordine anche nella sua vita.

Alle quattro di notte, quando tutto sembra immobile, quando il tempo sembra congelato, Hauke è ben sveglio e riversa la sua storia su pagine di un diario nel tentativo di darle un senso. Partendo dalla sua infanzia, non facile e neppure felice, che lo ha plasmato come un individuo fragile, alla ricerca di un’accettazione e di una soddisfazione personale che sembrano non arrivare mai.

“Hauke, quindi, per la famiglia e per i pochi amici collezionati e smarriti in quasi tre decenni. Per il resto dell’umanità sono il rifiuto vivente che cammina tra la gente perbene; l’ombra silenziosa e schiva di un uomo destinata a essere calpestata; la vittima pronta a immolarsi sull’altare dell’ego altrui.”

È estremamente reale il racconto della sua adolescenza, del suo rapporto difficile con la sorella, con due genitori non esattamente presenti e con il suo vicino di casa che diventa il suo unico amico fino a quando non si trasferisce con la famiglia, lasciandolo di nuovo da solo.

L’evento che però sconvolge maggiormente la sua vita è l’incontro con Sergio, medico di base da cui si reca per curare una brutta polmonite. Un incontro, per Hauke, sconvolgente, che mina le sue (poche) certezze, quando si trova immediatamente attratto da quell’uomo più grande che pare meno che interessato ed è prossimo a sposarsi con la sua fidanzata.

“Non mi era mai successo prima di provare un reale desiderio per uno sconosciuto e in un modo tanto intenso, spiazzante e urgente.”

Un racconto che va avanti e indietro nel tempo, rivivendo il passato e il tempo più recente, sempre con il ricordo della sua relazione con Sergio, il fulcro del suo bisogno. Una relazione che appare fin da subito sbilanciata perché Sergio usa il corpo di Hauke in ogni modo possibile, con Hauke stesso che glielo chiede, pur sapendo che il medico ha una relazione che non intende rompere, soprattutto per un altro uomo. Il bisogno di Hauke però di essere sottomesso è soverchiante, poco importa che qualcun altro possa approfittarsi di lui.

“Ho riflettuto a lungo sulla mia natura di sottomesso, senza trovare risposte definitive. Credo di essere abbastanza depresso e tu, che sei un medico, dovresti averlo notato. Ogni piccolo fallimento mi appare grandemente superiore alla maggiore delle vittorie. […] Nel sesso cerco qualcuno che mi usi a suo piacere. Che mi forzi. Che mi… annulli.”

Un racconto indubbiamente forte, intenso, a tratti disturbante con la sottomissione estrema di Hauke a qualsiasi cosa Sergio gli ordini, senza il coinvolgimento dei sentimenti, almeno da parte del medico. Scene pesanti di dominazione non adatte a tutti, ma che ci mostrano il vero Hauke, un Hauke autodistruttivo che desidera essere usato e maltrattato, che trova nel dolore e nell’umiliazione un senso di liberazione.

L’epilogo è quello che certamente mi ha colpita di più, non saprei dire se in positivo o in negativo; di sicuro è in linea con il libro, triste e malinconico. Un libro che colpisce con la sua schiettezza, senza fare sconti a nessuno.

Se cercate un libro con una storia d’amore e il lieto fine questo libro non fa per voi; se desiderate una lettura che lasci il segno allora vi consiglio di leggerlo.

 

 

 

2 commenti su “RECENSIONE: “DAL PROFONDO DI ME STESSO” di Edoardo B. – 23 Aprile 2018

  1. Edoardo B.
    21 maggio 2018

    Vi ringrazio per aver recensito il mio romanzo. Si tratta, in effetti, di una storia forte e disturbante, non adatta alla sensibilità di tutti. Mi fa piacere capire che vi sia piaciuta.

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    • Beatrice
      21 maggio 2018

      Ciao, è stato un piacere leggere il tuo libro che ha lasciato indubbiamente il segno. Non adatto a tutti e che non bisogna leggere prevenuti. Io l’ho apprezzato molto 🙂

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 16 maggio 2018 da in Contemporaneo, Recensione con tag , .

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