Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “SIAMO TUTTI ARCOBALENI” di Francesca Bonelli Morescalchi – 20 Aprile 2018

TITOLO: Siamo tutti arcobaleni
AUTORE: Francesca Bonelli Morescalchi
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK:
PREZZO: 4,00 € su Amazon (disponibile su Ku)
LIVELLO DI SENSUALITA’: Basso
DATA DI USCITA: 20 Aprile 2018
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TRAMA: Gli adolescenti sono tutti uguali? La società li schiaccia e li obbliga in modo subdolo ad appiattirsi e assomigliarsi, o sono loro stessi a volerlo? Oppure ognuno è speciale, unico e irripetibile, con colori tutti suoi, variopinti come l’arcobaleno?
Ghigo, Berna e Marco. Tre studenti sedicenni alle prese con il duro mestiere di crescere: sopravvivere alla scuola, tenere a bada le ansie dei genitori e trovare il modo di scoprire chi vogliono essere da grandi e come fare per diventarlo.
Ghigo non vorrebbe rimanere uno sfigato anonimo; Berna spera che Fabrizio la smetta di fingersi eterosessuale e trovi il coraggio di vivere la loro storia alla luce del sole; Marco, il più scafato e diretto, cerca di gestire dei genitori parecchio ingombranti.
Quando un ragazzo omosessuale si uccide, gettandosi da una finestra della scuola, Berna decide che è venuto il momento per fare qualcosa di concreto. L’occasione ideale? Partecipare al Gay Pride di Milano con i suoi amici del cuore. Peccato che proprio in quella data venga fissata anche la gita della scuola a Roma. Ma crescere, alle volte, significa trasgredire alle regole prendendosi la responsabilità delle conseguenze.
Una commedia a tratti tragicomica, che affronta una tematica attuale e molto delicata: l’omofobia. Un racconto che con leggerezza, attraverso le disavventure dei tre protagonisti, pone l’accento sui sentimenti dei ragazzi, il legame di amicizia che li unisce, gli amori, gli ideali che li animano e le piccole e grandi crisi che ciascuno di loro è costretto ad affrontare. Un viaggio alla scoperta dei colori che rendono unico e irripetibile ogni adolescente.

 

Tre ragazzi, tre adolescenti alle prese con quel periodo della vita in cui non sanno bene chi sono, chi diventeranno o cosa gli altri si aspettino da loro. Tre ragazzi uniti da un’amicizia tipica di quell’età, totalizzante e che rappresenta la via di fuga dalle regole della famiglia e una forma di ribellione a qualcosa che forse nemmeno capiscono bene fino in fondo.

Tre ragazzi, Gregorio, Bernardo e Marco, confusi per motivi diversi, alle prese anche con una sessualità non ancora ben sviluppata o affrontata. Dei giovani uomini che oltre a dover capire se stessi, devono corrispondere a un certo ideale, a un certo tipo di persona che i genitori desiderano, non rendendosi conto (gli stessi genitori) che i figli non sono un loro prolungamento o uno specchio dei loro fallimenti/sogni di gioventù, ma che dovrebbero essere liberi di potersi sviluppare, lontano da vincoli preimposti, gratificando gli altri e annullandosi nel farlo.

Ed è proprio per cercare di corrispondere un ideale che non esiste che accade la tragedia: un ragazzo della stessa scuola dei protagonisti si uccide, lanciandosi da una finestra. Un ragazzo omosessuale che, immaginando la reazione che il padre avrebbe avuto al suo coming out, ha preferito togliersi la vita.

Una tragedia immane che lascia attoniti e forse in fondo anche un po’ colpevoli gli adulti prima di tutto, ma anche i ragazzi che sono costretti ad affrontare la morte di uno di loro, un concetto talmente estraneo e distante dalla loro vita da assumere quasi un contorno di irrealtà.

I tre ragazzi però, invece di farsi annichilire decidono di partecipare al Pride, spinti da Bernardo, gay dichiarato, che inizialmente desidera parteciparvi solo per far ingelosire Fabrizio che non corrisponde la sua attrazione, ma che poi finisce per essere una celebrazione per quel ragazzo che non c’è più, per dimostrare che gay non significa sbagliato o diverso.

Non fatevi ingannare però pensando a questo libro come a un libro triste perché non lo è affatto. I temi affrontati sono importanti: il suicidio, l’omofobia, l’accettazione di sé, l’adolescenza, le prime esperienze sessuali… ma sono affrontati con un piglio solare, simpatico, leggero senza troppo melodramma.

Il racconto di Gregorio, detto Ghigo, è quasi beffardo, con una spigliatezza che mitiga appunto i temi trattati, affrontati senza scadere nel pietismo. Un libro raccontato con brio che nonostante la giovane età dei protagonisti è una lettura interessante per tutti, con buoni spunti di riflessione.

Unica pecca che ho trovato è la punteggiatura, specialmente nei dialoghi, dove spesso mancano le maiuscole dopo i punti e gli stessi punti vengono spesso usati al posto delle virgole.

Nel complesso comunque un buon libro.

 

 

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