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NON TUTTI SANNO CHE… ALAN TURING

NON TUTTI SANNO CHE

Buongiorno amici e amiche, per la nostra rubrica del Non tutti sanno che… oggi vogliamo parlarvi del padre dell’informatica, ALAN TURING, ma per farlo dovremo partire da molto lontano.
Buona lettura.

 

TUNING Era il 1882 quando Charles Babbage, che presto sarebbe diventato professore di Matematica all’Università di Cambridge, come Newton, produsse il primo prototipo di quel computer che un altro genio di Cambridge, Alan Turing, inventore del moderno computer digitale, avrebbe creato durante la Seconda guerra mondiale: la macchina che vinse la guerra.

Babbage fu aiutato in modo significativo dalla figlia, niente meno, di Lord Byron, Ada Lovelace, che aveva ereditato il genio matematico della madre.TUNING2

Sappiate solo che il moderno linguaggio di programmazione del dipartimento della Difesa americano è stato chiamato “ADA” in suo onore.

La Lovelace previde la possibilità che il motore analitico di Babbage potesse essere usato anche per la  computazione non-numerica, come per la composizione di musica. Avendo ereditato anche un po’ dell’attitudine al rischio del padre e i suoi modi da scialacquatore, la Lovelace incoraggiò Babbage: lui consumò la sua eredità nel tentativo di creare macchine analitiche per computazione, che riuscissero a creare un programma infallibile per scommettere con successo sulle corse dei cavalli. Sfortunatamente, anche questo progetto fallì.

Fu proprio lo studio della figura dimenticata di Babbage che, a Cambridge nel 1936, ispirò ad Alan Turing il suo lavoro sull’intelligenza artificiale e il computer design. Babbage seguiva una “tradizione” di Cambridge, essendo un creatore e decifratore di codici e, in effetti, i suoi codici navali erano ancora utilizzati durante la Seconda guerra mondiale.

TUNING3Alan Turing non solo inventò i mezzi elettronici necessari a decrittare il codice tedesco Enigma e il “Fish” di Lorenz – decrittava queste combinazioni “incraccabili” a mente – ma divenne anche il coordinatore di tutto il lavoro di decrittazione dei codici inglesi e americani.

Bletchley Park, a metà strada fra Cambridge e Oxford, fu la scena della più grande vittoria dell’intelligence durante la Seconda guerra mondiale. Grazie al lavoro di uomini e donne in questo luogo, si accorciò di almeno tre anni la guerra in Europa e fu efficace quanto il lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki nel lontano oriente. Salvò infatti circa un milione di vite nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nell’intero Commonwealth, da un’invasione giapponese.

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Un uomo più di ogni altro fu responsabile di tale straordinaria vittoria dell’intelligence, il massimo esponente della figura del “professore matto” che Bletchley poteva offrire: il giovane Alan Turing, che fu uno di molti, ma quello decisivo.

UN PO’ DI STORIA 

Alan Turing fu concepito in India e nacque nel 1912 a Londra; suo padre era uno dei mille appartenenti al Civil Service proconsolare indiano, e sua madre era la figlia del capo-ingegnere delle Madras Railways. Come la maggior parte dei figli dell’impero, lui e suo fratello maggiore furono affidati alle cure di qualcuno in Inghilterra, prima del collegio, dai 7 ai 18 anni. A frustrazione eterna di sua madre, Alan crebbe come un ragazzo trasandato e del tutto disorganizzato. A scuola studiava solo ciò che lo interessava, come i principi della relatività, appresi da autodidatta, ma non matematica e di certo non il latino.

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La scuola non gli permise neppure di diplomarsi, eppure vinse una borsa di studio in Matematica al King’s College di Cambridge, praticamente l’unico luogo in tutta l’Inghilterra dove il suo crimine – l’omosessualità – era sia accettato sia praticato generosamente nell’ambiente accademico. Nel 1934 si laureò con il massimo dei voti e nel 1936 vinse il premio Smith (assegnato ai due migliori studenti ricercatori in Fisica e Matematica). TUNING6

Nello stesso anno si trasferì alla Princeton University dove studiò per due anni, ottenendo infine un Ph.D (Dottorato di ricerca).

Turing sarebbe potuto diventare l’ennesimo eccentrico matematico con un dottorato e una borsa di studio, ma il suo interesse nella matematica logica lo portò alla cosiddetta decidibilità: esiste un metodo attraverso il quale possono essere decise (risolte) tutte le questioni matematiche? Per fare ciò, Turing speculò sull’esistenza di una “macchina universale di Turing” di immenso significato pratico, dato che aveva immaginato un computer digitale. Turing, quindi, già nel 1936 immaginò una macchina che non esisteva ancora, ma che ora manda avanti le nostre vite: una singola macchina che può svolgere qualsiasi compito attraverso un programma appropriato, con gli stessi simboli usati sia per le istruzioni sia per i dati.

TUNING8Dopo i due anni a Princeton, dove Turing rifiutò un’offerta di insegnamento che lo facesse rimanere, si dedicò a tempo pieno, dal 1939, al lavoro segreto di decrittazione dei codici, che già svolgeva per Bletchley e creò una macchina da cifratura elettromagnetica. Nel 1940, a 28 anni, era già a capo del gruppo di ricercatori impegnati nella decrittazione delle macchine usate dalla marina tedesca, fra le quali Enigma, che riuscì a decifrare nel 1941 e poi ancora nel 1942 e un’ultima volta nel 1943.

Turing aveva concepito il primo computer mainframe, Colossus, perché potesse districarsi fra le probabilità di oltre 39.000 decrittazioni al giorno. Fu Colossus sopra ogni altro a decrittare i codici “Fish” di Lorenz (la cifratrice derivata da Enigma), dell’Alto comando tedesco, in tempo per il D-Day. TUNING7

Per il 1944 Turing ebbe un’idea chiara del computer moderno, una macchina singola capace di qualsiasi compito programmato, e cercò di capire quanto avrebbe dovuto avere le stesse caratteristiche di un cervello, che potesse giocare a scacchi piuttosto che scrivere una lettera d’amore o imparare o che potesse creare una bomba atomica.

TUNING9Dopo la guerra, Turing iniziò a studiare neurologia e fisiologia, con uno straordinario cambio di direzione e cominciò a interessarsi alle relazioni tra computer e natura. Divenne anche membro del Walton Athletic Club e vinse alcune gare di corsa sulle tre e dieci miglia. Raggiunse inoltre ottimi livelli nella maratona, correndo con un record personale di 2 ore 46 minuti e 11 secondi. La corsa era il suo modo di rilassarsi e grazie a essa sviluppo un fisico scultoreo.

Nel 1950 sulla rivista Mind scrisse un articolo dal titolo Computing machinery and intelligence, in cui descriveva quello che sarebbe divenuto noto come il test di Turing: era convinto che si potesse raggiungere un’intelligenza davvero artificiale solo seguendo gli schemi del cervello umano. Su questo articolo si basa buona parte dei successivi studi sull’intelligenza artificiale. L’anno seguente fu eletto Membro della Royal Society di Londra.

In realtà Turing era frustrato dal fatto che tecnologia e lavoro di gruppo fossero terminati con la fine della guerra. Inoltre, con l’esposizione delle “spie atomiche” di Cambridge, l’omosessualità iniziò a essere considerata un rischio per la sicurezza perché poteva essere soggetta a ricatto e le fabbriche di ingegneria di Manchester non erano di certo il King’s di Cambridge.

LA CONDANNA 

Nel 1952 fu arrestato e condannato per “comportamento estremamente indecente”. Durante il processo, a sua difesa disse semplicemente che “non scorgeva niente di male nelle sue azioni”. Secondo alcune fonti, Turing avrebbe denunciato per furto un amico ospite in casa sua e ammesso il proprio orientamento sessuale in risposta alle domande pressanti della polizia. In quel periodo nel parlamento britannico si dibatteva l’abrogazione del reato di omosessualità e ciò probabilmente avrebbe indotto Turing a un comportamento incauto.

Condannato per omosessualità, fu costretto a scegliere tra una pena detentiva a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni. Per non finire in prigione, lo scienziato optò per la seconda alternativa. Per oltre un anno si sottopose a trattamenti che provocarono in lui un calo della libido e lo sviluppo dei seni.

Con il suo lavoro durante la guerra ancora segreto, con un futuro come scienziato visionario sperimentale bloccato, con il suo fisico prima atletico e mascolino e ora femmineo, con la sua vita sessuale spiata, Alan Turing decise di non poter essere la macchina adatta a far girare il suo programma. La depressione legata al trattamento e alle umiliazioni subite fu, a parere di molti storici, il motivo determinante che lo condusse, il 7 giugno 1954, al suicidio.

Immerse una mela nel cianuro di potassio, prendendo spunto da Biancaneve, fiaba da lui apprezzata sin da bambino e la morse. Premurosamente, aveva lasciato un esperimento di chimica con il cianuro e la mela morsicata vicino al letto, in modo che la sua gentile ma esasperante madre pensasse che avesse inavvertitamente ingerito il veleno dopo l’esperimento. Ma il verdetto ufficiale parlò senza incertezze di suicidio: «Causa del decesso: cianuro di potassio autosomministrato in un momento di squilibrio mentale».

Ecco quindi il tributo di Steve Jobs ad Alan Turing, la mela morsicata nel logo della Apple.

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LE SCUSE POSTUME

A 55 anni dal suicidio di Turing, spiegabile con le torture a lui riservate, solamente il 10 settembre 2009 vi è stata una dichiarazione di scuse ufficiali da parte del governo del Regno Unito, formulata dal primo ministro Gordon Brown, ma solo dopo una petizione e una campagna su Internet. Brown ha riconosciuto che Alan Turing fu oggetto di un trattamento omofobico:

Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio.

 

 

TUNING11Nel 2012, centenario della sua nascita, la Royal Mail gli ha dedicato un francobollo alla memoria. Però solo leggendone l’iscrizione (“Alan Turing 1912-1954 – Mathematician and WWII code breaker”) si può risalire all’identità del commemorato, dato che il francobollo non ne ritrae il volto bensì mostra la macchina Bomba britannica (precedente al Colossus) di cui Turing sviluppò il progetto.

Nel gennaio 2013, importanti esponenti del mondo scientifico internazionale, tra cui il matematico e cosmologo Stephen Hawking, mandarono una lettera aperta al Primo Ministro britannico David Cameron, intitolata Pardon for Alan Turing, per sollecitarne la grazia postuma, appello pubblicato dal Daily Telegraph:

“Scriviamo a sostegno della grazia postuma per Alan Turing, uno dei più brillanti matematici dell’era moderna. Turing ha guidato il gruppo di Enigma che era riuscito a decodificare il codice a Bletchley Park, che secondo molti storici ha permesso di abbreviare la durata della Seconda guerra mondiale. Ciononostante i governi sembrano incapaci di perdonargli il crimine di essere stato omossessuale, ‘crimine’ che lo ha spinto al suicidio all’età di 41 anni.

Noi esortiamo formalmente il Primo Ministro a riabilitare questo eroe britannico, al quale dobbiamo tanto come Nazione e il cui pioneristico contributo all’informatica rimane rilevante persino ai giorni nostri. A tutti coloro che cercano di bloccare i tentativi di assicurare il perdono con l’idea che questo creerebbe un precedente, noi rispondiamo che ciò che lui ha fatto è così grande da prescindere da tutto il resto. E’ tempo che la sua reputazione venga riabilitata.”

Nel 2014 è uscito il film “The Imitation Game” diretto da Morten Tyldum, con protagonista Benedict Cumberbatch nei panni del matematico e crittoanalista.

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Ci sono voluti più di sessant’anni e il lungo cammino della lotta per i diritti civili degli omosessuali prima che la Gran Bretagna rivedesse il proprio giudizio su Alan Turing, ma finalmente il 24 Dicembre 2013 la Regina Elisabetta ha “concesso” ad Alan Turing l’assoluzione reale, su richiesta del ministro della giustizia Chris Grayling, che ha ricordato il valore delle ricerche condotte sotto la guida dello scienziato a Bletchey Park.

« A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare. » (Alan Turing)

 

Fonti:  wikipedia
http://www.ilfoglio.it
http://www.queerblog.it

 

Selvaggia

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Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2018 da in Non tutti sanno che con tag , .

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