Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “LA CORSA DI BILLY” di Patricia Nell Warren – 12 Gennaio 2017

la-corsa-di-billy
TITOLO: La corsa di Billy
TITOLO ORIGINALE: The front runner
AUTORE: Patricia Nell Warren
TRADUZIONE: Silvia Nono
CASA EDITRICE: Fazi Editore
GENERE: Narrativa lgbt
E-BOOK: Sì (disponibile anche cartaceo)
PREZZO: € 9,99  su Amazon
PAGINE: 316
USCITA: 12 Gennaio 2017
LIVELLO DI SENSUALITA‘: Basso
LINK PER L’ACQUISTOLa corsa di Billy
 

TRAMA: A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Perde tutto – famiglia, lavoro, amici –, e trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dove cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza il più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa che ha intenzione di mantenere: non innamorarsi mai più di un uomo. Ma la sua vita viene nuovamente sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri.

Vittime a loro volta di discriminazione sessuale, non vogliono rinunciare ai propri sogni. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, alimenterà i pettegolezzi su di lui, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montréal del ’76. Quando, molto presto, la sua ammirazione si trasforma in una sensazione che non provava da anni, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo, rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre ragazzi. Amore, passione e lotta politica si fondono così in un crescendo di tensione, fino all’esplosivo finale, giocato sullo spettacolare palcoscenico olimpico.


Patricia Nell Warren è una scrittrice americana, diventata famosa non soltanto per la sua opera letteraria, ma anche per la sua vicinanza e il suo appoggio ai fenomeni di emancipazione del mondo omosessuale. Nata nel 1936, cresce al ranch Grant Kohrs, nei pressi del Dear Lodge, in Montana. Apertamente lesbica, la sua propensione a raccontare storie si esprime ovunque, nell’ambito della retorica dei dibattiti socioculturali o quando si occupa di giornalismo. Nel 1974 esce in America The front runner, che diventa un romanzo di culto, tradotto in più di dieci lingue e ispiratore dei club ginnici definiti per l’appunto Frontrunners, punto di riferimento per la comunità gay-lesbo-transgender di Los Angeles, San Francisco e molte altre città degli States. Curatrice di tre volumi sulla poesia ucraina, fondatrice della casa editrice Wild Cat Press, la sua ampia opera letteraria comprende il seguito de La corsa di Billy, La sfida di Harlan (tradotto da Fazi nel 2010) e Billy’s Boy (1997). Il suo ultimo romanzo, The Wild Man (2001), è un’appassionata denuncia delle pratiche antiabortiste negli Stati Uniti.

 

La corsa di Billy, uscito per la prima volta nel 1974 e arrivato da noi in Italia solo nel 2007 grazie a Fazi Editore, racconta la storia di Harlan Brown, un insegnante cacciato dal proprio posto di lavoro perché accusato di essere omosessuale.

Come è facilmente intuibile, il libro destò molto scalpore ma divenne ben presto anche un libro cult e rimane, ancora oggi, molto attuale. A seguito della sua pubblicazione nacquero inoltre i Frontrunners (dal titolo originale del romanzo The Frontrunner), un gruppo di atleti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che si riunivano per praticare sport insieme.

Harlan Brown è un insegnante che viene allontanato dalla prestigiosa Penn State University a causa delle voci che girano sulla sua sessualità così, dopo aver perso tutto, il lavoro, gli amici, la sua famiglia, si trasferisce e finisce per insegnare in una piccola università di New York, decidendo di mettersi in mostra il meno possibile, di nascondere la sua sessualità e di evitare, per quanto possibile, ogni tipo di scandalo.

Quando però si trova sulla porta tre giovani atleti, allontanati anche loro perché trovati in atteggiamenti compromettenti, si trova molto combattuto perché accettare di seguirli vorrebbe dire dare di nuovo il via ai pettegolezzi sul suo orientamento sessuale. Quando però ha modo di vederli in azione capisce che l’occasione, per quei tre ragazzi, è davvero troppo importante e decide di allenarli, pur con le conseguenze del caso.

Vince Mati, Jacques LaFont e Billy Sive non solo sono dotati di grande talento ma anche di personalità molto diverse; quanto entusiasta ed esuberante Vince quanto invece timido e schivo Jacques, ma è proprio su Billy che si concentra l’attenzione di Harlan.

Dapprima crede che sia un’attenzione dovuta al grande talento del ragazzo, che allena convinto che possa gareggiare con successo alle Olimpiadi. Ma ben presto Harlan capisce di essere veramente attratto, da un punto di vista romantico e sessuale; proprio il genere di situazione che volevo evitare.

Questo libro, a metà tra una storia d’amore e una denuncia verso il sistema che vorrebbe tutti eterosessuali, specialmente gli atleti, coniuga bene il mondo dello sport, estremamente omofobo (all’epoca, ma in alcuni casi è ancora così) e altamente allergico a ogni più piccolo cambiamento, con appunto una storia d’amore tra due uomini che in quel tempo veniva ancora vista come fonte di perversione e di scandalo e capace di far perdere il lavoro e la famiglia, proprio come succede ad Harlan.

Un libro denuncia perché l’autrice ha voluto, con questo romanzo, gridare al mondo che anche nel mondo dello sport non deve fare la differenza il proprio orientamento sessuale e che gli atleti gay, lesbiche, bisessuali sono stanchi di dover sempre difendere la propria persona, la propria professionalità, la propria dignità perché ritenuti, non si sa bene perché, inferiori e incapaci di poter essere sportivamente all’altezza.

Un libro denuncia che è anche una dolce storia d’amore, una rivincita agli occhi di Harlan, e una speranza per l’avvenire. Una storia indubbiamente anche molto triste e drammatica che tuttavia ha nell’epilogo una sua intrinseca bellezza, una sorta di inno alla vita, a non dimenticare mai chi è stato importante, come Billy per Harlan, che rimarrà sempre nel suo cuore e nei suoi pensieri.

Un libro che nonostante i temi affrontati è delicato e struggente, commovente ma capace di far riflettere. Un libro che rimane, dopo più di 40 anni di distanza, tristemente ancora molto attuale perché se è vero che molte cose sono cambiate, tanti altri traguardi devono ancora essere raggiunti.

Assolutamente consigliato.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2018 da in Recensione, sportivo con tag , , , .

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