Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “AVREI VOLUTO ESSERE LI'” di Francesco Mastinu – 23 Luglio 2018

TITOLO:  Avrei voluto essere lì
AUTORE: Francesco Mastinu
CASA EDITRICE: Pesci rossi goWare
GENERE:  Narrativa lgbt
E-BOOK:
PREZZO: € 6,99 su Amazon
USCITA: 23 Luglio 2018
LIVELLO DI SENSUALITA‘: Medio Basso
LINK PER L’ACQUISTO:  Avrei voluto essere lì

TRAMA: «Avrei voluto essere lì
in quei momenti bui del passato nostro.
Per dirti tutte le parole che avrei voluto sentirmi dire.»

Questa è una storia come tante, una storia come poche. La biografia di tanti ragazzi gay felici dopo aver percorso il loro sentiero della dignità, ma potrebbe essere la storia di tanti ragazzi con un finale più tragico.

Certe parole e certi gesti si imprimono come un marchio sulla carne e ne rimane vittima anche Edoardo. Già a dieci anni deve affrontare il compagno Christian che lo aggredisce all’uscita di scuola: frocio, gli dice. Per Edoardo è un universo che si svela.

Avrei voluto essere lì è una guerra tra ciò che sei e ciò che gli altri vogliono che tu sia, e l’ultima battaglia avverrà nella camera ardente della pubertà, dove Edoardo farà i conti con tutte le discriminazioni subite.
Questo romanzo accarezza la privazione degli affetti, cerca redenzione per la colpa di essere nato così, frocio, per arrivare a comprendere finalmente che ci vuole coraggio per crescere in un mondo di omofobi.

 

È stato difficile leggere questo libro. È stato difficile perché l’autore non si è risparmiato con le parole nel descrivere una vita fatta di bullismo e umiliazioni, di sofferenza e dolore, una vita che potrebbe essere quella di chiunque.

Un libro difficile come difficile è la vita di Edoardo, che qui viene presa a prestito ma che potrebbe essere scambiata con quella di un qualunque adolescente che ogni giorno subisce umiliazioni e angherie solo perché ha qualcosa che lo rende “diverso” agli occhi degli altri. Potrebbero essere figli, fratelli o sorelle di chiunque di noi, eppure spesso ce ne preoccupiamo solo quando succede a qualcuno che conosciamo.

Edoardo è un ragazzino emarginato, vittima di un bullismo costante, fatto non solo di azioni codarde ma anche di parole che fanno male, che colpiscono con la stessa forza di un pugno, che rimangono dentro anche quando diventiamo adulti. Proprio come succede a Edoardo che ha quelle parole terribili, di una cattiveria inaudita, incise dentro la testa, nonostante il monito del suo io adulto che lo sprona a smettere di ascoltare.

“Ma tu non ascoltare le fottute parole di chi ti odia senza un motivo. Tu non ascoltarle e diventeranno niente.”

L’Edoardo adulto è lo stesso ragazzino spaventato che è stato bullizzato per il suo essere “diverso”, quando ancora nemmeno lui era in grado di capire fino in fondo cosa lo rendesse così diverso. L’Edoardo ragazzino arriva a odiarsi, a detestare quello che è e a pensare che forse vivere non ne vale poi così la pena.

“La verità era che ti odiavi. Te lo sentivi addosso quel marchio ed era colpa tua, perché la natura con te aveva scherzato più del dovuto rendendoti così. Debole. Delicato. Effemminato.”

L’autore gioca col tempo, facendoci entrare nella vita di Edoardo prima bambino poi adolescente, accompagnandolo in quello che sarà il suo percorso di vita estremamente difficile, irto di problemi, per arrivare a un Edoardo quasi adulto che ancora fatica ad accettarsi pienamente, ad accettare che ci sarà sempre qualcuno che lo chiamerà frocio perché “si fa per scherzare”.

Un Edoardo adulto che non si capacita del fatto che ancora non si riesca a pesare le parole, che possono fare così male da ferire fisicamente marchiando come il fuoco.

Una storia davvero difficile da leggere, ammantata del dolore di una vita spesa a essere derisi e umiliati, ma che diventa anche la storia di un Edoardo cresciuto, finalmente in pace con se stesso, una vita di speranza, come a voler controbilanciare le ancora troppe vite spezzate a causa di una parola o un gesto di troppo.

Un concetto, quello del voler essere lì, che l’Edoardo adulto sussurra a un Edoardo bambino, un voler essere lì per aiutarlo a superare la sofferenza, per tendergli una mano nel momento del bisogno; un gesto che Edoardo non ha mai ricevuto quando sarebbe stato necessario.

Un libro che mi ha fatto commuovere, piangere e gioire per la vita di Edoardo, che rifiorisce nonostante quello che ha passato. Un libro che dovrebbero leggere tutti, che ripercorre una vita forse veramente vissuta ma che comunque potrebbe essere quella di un qualsiasi ragazzino vittima di bullismo.

“Ognuno ha il sacrosanto diritto di essere se stesso in libertà. Senza censura, o vergogna. Ed è questa l’Italia che vuoi, identica alla città che vi ha accolto. Dove non esiste scandalo ma che resta negli occhi di chi lo giudica tale, magari con disprezzo, a causa della negatività che ha dentro. Siete decine di migliaia di cuori che la vedono in modo diverso e che ti fanno sperare nel domani.”

 

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Questa voce è stata pubblicata il 7 agosto 2018 da in Contemporaneo, narrativa, Recensione con tag , , , .

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