Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “ALEXANDER” – Masters & Slaves #6 – di Taylor Kinney – 11 Agosto 2018

TITOLO: Alexander
AUTORE: Taylor Kinney

GENERE: Distopico mmm
CASA EDITRICE: Self Publishing
SERIE: Masters & Slaves #6
PAGINE: 260
PREZZO: 2,99 € Su Amazon
DATA USCITA: 11 Agosto 2018

LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto

LINK PER L’ACQUISTOAlexander: Masters & Slaves Vol. 6

TRAMA: Alexander è convinto che la sua storia con Kail sia ormai parte del passato, ma quando sua sorella subisce l’ennesimo attentato è così spaventato che non riesce trattenersi dal chiamarlo per avere il suo conforto.
Kail, preoccupato per la strana telefonata ricevuta, si precipita da lui e quando arriva non può evitare di raccontare alla Regina quello che c’è stato tra loro.
Alexander non vuole cedere all’attrazione che prova nei confronti dell’Imperatore, non vuole essere lo schiavo di nessuno e soprattutto non vuole finire i suoi giorni rinchiuso in un harem senza avere la possibilità di vivere come preferisce.
L’arrivo di Shiko, il nuovo schiavo di Alexander, li allontanerà definitivamente? O riuscirà ad avvicinarli e a fargli capire che sono perfetti per stare insieme?

 

Non posso affermare che Alexander sia il mio personaggio preferito; nei precedenti romanzi non ha certo fatto vedere il suo lato migliore ma ero curiosa di leggere la sua storia e naturalmente anche quella dell’affascinante imperatore, inoltre l’aggiunta dello schiavo Shiko ha reso la storia più interessante.

Il personaggio dello schiavo Shiko è controverso: da una parte evoca pena e comprensione per il suo destino orribile di ex uomo libero improvvisamente catturato, malmenato e ridotto in schiavitù, ma d’altra parte il suo comportamento, per buona parte del libro, testardo e poco lungimirante, lo fa agire in modo a volte comprensibile ma il più delle volte in modo assurdo, essendogli stato ribadito più volte di essere lo schiavo di Alex con le buone e con le cattive anche dallo stesso imperatore, dunque perché fa i capricci e si attacca come una cozza a Kail, irritando pericolosamente il suo padrone? Opinione mai, ovviamente.

Lo stesso Alexander non vuole cedere il potere e diventare lo schiavo di Kail, pur essendone innamorato, ma al tempo stesso trova naturale averne uno (come gli antichi romani per intenderci, o i sudisti americani), ancor di più prendere come schiavo un giovane uomo libero appena catturato e che lui non esita, con punizioni e privazioni, a costringere a cedere ai suoi voleri. Con un po’ di perfidia ho così seguito l’addestramento del suo schiavo mentre in contemporanea tifavo per Kail e per la riuscita del suo piano di conquistare e sottomettere il viziato principino.

Il personaggio di Kail è stato finora intrigante e un po’ sfuggente ma in questo romanzo è il personaggio più coerente e deciso: vuole Alexander con le buone, ma forse anche con le cattive, e non è disposto ad arrendersi o piegarsi alle pretese del principe ma, allo stesso tempo, prende in simpatia il giovane Shiko e desidera prendersene cura, nonostante non sia il suo padrone.

Potranno questi tre uomini trovare un’intesa e vivere insieme? Gelosia e paura del futuro non aiutano, mentre i ribelli tramano nell’ombra contro la regina, mettendo in pericolo il futuro di Alexander e la sua stessa vita.

Ritroviamo anche le vecchie coppie dei romanzi precedenti, in particolare Gun e Maddox, essendo ormai arrivato il momento di provvedere all’erede della sovrana, cosa che compete a Gun essendo il favorito ma che Maddox non vuole accettare; un nuovo schiavo ci viene presentato, il povero e bistrattato Keenan, e sono proprio curiosa di sapere se finalmente un mio desiderio si avvererà e se una povera anima sola finalmente troverà un compagno.

Seguo questa serie dall’inizio, anche se ammetto di rimanere sempre un po’ perplessa dall’ambientazione sociale al limite del lecito; in altre saghe le abitudini o le regole del popolo o razza predominante tendono a cambiare e a migliorare, mentre in questa le caste non sono cambiate di un millimetro: da una parte i principi e i potenti e dall’altra gli schiavi, senza nessun diritto o scelta, trattati un po’ come bestiole da compagnia o giocattoli (chiaro che questo ragionamento lo faccio perché mi baso sul concetto di società in cui viviamo tutti).

E’ vero che l’autrice ci ha narrato avvincenti e sensuali storie d’amore ma anche tra le coppie ormai consolidate non vi è nessuna parità o speranza di miglioramento per la condizione del sottomesso: grandi dichiarazioni d’amore ma sempre schiavo rimane, comunque in balia dei desideri e delle decisioni del suo amante-padrone; non parliamo poi delle “visite mediche” che in questo libro mi hanno dato veramente fastidio essendo, a mio parere, superflue e un po’ morbose, quindi di fatto mi aspettavo che al sesto libro la direzione cominciasse un po’ a virare.

Nonostante queste mie perplessità il mio giudizio finale è abbastanza positivo: la scrittura è buona con solo qualche imperfezione e la trama rimane discreta anche se, come dicevo prima, mi piacerebbe che si evolvesse in altre direzioni, ma vi invito comunque a leggerlo per seguitare la saga e per farvi un’opinione vostra. Punto bonus per il finale, avvincente e ricca di novità e di accenni spero interessanti per il futuro.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 23 agosto 2018 da in distopico, erotico, Recensione, Romance con tag , , , , .

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