Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “LA GRAZIA DEL COLORE” – Serie Costi di riparazione #2 – di A.M. Arthur – 30 Agosto 2018

TITOLO: La grazia del colore
TITOLO ORIGINALE: Color of grace
AUTORE: A.M. Arthur
TRADUZIONE: Amneris Di Cesare
CASA EDITRICE: Amarganta Editore
SERIE: Costi di riparazione #2
GENERE: Contemporaneo 
EBOOK: Si
PAGINE: 208
PREZZO: € 3,11 su Amazon
DATA USCITA: 30 Agosto 2018
LIVELLO DI SENSUALITA‘: Medio

 

TRAMA: Barrett McCall ha collezionato anni di fallimenti, ma ha messo la testa a posto. Vive la vita giorno per giorno, grato di svegliarsi ogni mattina. Cucinare al Dixie’s Cup gli permette di pagare le bollette nella quiete della piccola città di Stratton, Pennsylvania. Quando il suo appartamento viene distrutto da un incendio, la titolare del Dixie gli offre in affitto il seminterrato di casa sua dove Barrett incrocia frequentemente il nipote della donna, un arrogante insegnante di belle arti del liceo locale, Schuyler Rhodes. Schuyler ha prestato ben poca attenzione al cuoco del Dixie’s Cup, ma le nuove circostanze mettono in evidenza una forte attrazione sessuale tra lui e Barrett. Il rapporto che si crea è tuttavia minato dal segreto che piaga l’anima di Schuyler, legato alla morte del cugino Matty e alimentato da un forte  senso di colpa. Barrett, che ha saputo combattere i propri demoni, non si arrende persino nel momento più buio dell’esistenza di Schuyler, quando dal passato tornano fantasmi inaspettati, pieni d’odio e desiderosi di rivalsa.

 

A volte sembra che la vita si accanisca inutilmente. È così, quindi fatevene una ragione. Ci sono libri poi che sembrano contenere ogni genere di sfighe, presenti o passate, e questo è senz’altro uno di questi.

Ma… siccome adoro le storie piene di casini e sofferti obbiettivi raggiungi con fatica, devo ammettere che questo libro mi è piaciuto, nonostante abbia riscontrato un testo un po’ sporco e molti refusi, unica nota dolente.

Barrett è un ragazzo sfortunato come pochi. Nella sua vita gli è successo di tutto e, onestamente, tante cose se l’è andate pure a cercare. È una cosa che mi ha fatto riflettere perché è vero che spesso ci capitano delle sfighe, ma a volte scegliamo consapevolmente di farci del male, convinti da chissà quale delirio di onnipotenza oppure da ferite talmente profonde da non farci intravedere nessuna luce davanti a noi. Questa non vuole essere una critica, anzi, è una semplice constatazione su quanto a volte sia difficile crescere senza punti di riferimento o persone a cui appoggiarsi.

Barrett è il risultato di questo percorso a ostacoli, sfortunato ma a volte anche sciocco, o fragile a seconda delle circostanze. La scena di apertura è drammatica, un incendio che gli porta via i pochi averi messi insieme in anni difficili. Provi subito empatia per lui, perché se ne rimane lì a fissare le fiamme come stranito, come se questa cosa non sia poi la peggiore tra quelle che gli sono capitate nell’arco della sua vita.

Capperi, ho pensato. Ma che vita di m…. ha fatto ‘sto ragazzo? Vi tralascio tutto perché meritate come me di soffrire leggendo le sue sfortune, anche se ci metterete un po’.

È comunque un ragazzo molto forte, abbattuto ma non spezzato, un artista che si è ritrovato a fare il cuoco in un piccolo ristorante di provincia, scoprendo lì che tutto sommato non gli dispiace affatto cucinare. Non ha una grande vita sociale e gli va bene così, e del resto come dargli torto.

Schuyler, o Sky (vi do questo dettaglio perché vengono usati entrambi e, soprattutto all’inizio, mi sono trovata a chiedermi chi fosse), è l’altro protagonista, un insegnante d’arte ordinato e apparentemente banale ma, come scoprirete leggendo, il suo è un personaggio accuratamente costruito per nascondere un fatto tragico che non ha mai superato, la morte avvenuta molti anni prima del cugino Matty, una storia oscura che avrà il suo completo svolgimento solo alla fine del libro, quando finalmente tutti i pezzi si incastreranno. Fuori dai denti, Schuyler l’ho detestato, ma sul serio. A volte si comporta proprio da bastardo con Barrett, che davvero non se lo merita, ma avrà modo di riscattarsi.

La parte finale, dove appunto tutto viene spiegato, è stata molto angosciante, ma per fortuna il lieto fine è dietro l’angolo. Non mancano personaggi di contorno curiosi e dolci, come Dixie, la proprietaria del ristorante in cui lavora Barrett, nonché zia di Schuyler, e altri decisamente odiosi, uno dei quali sarà colui che chiuderà il cerchio di tutto il dolore che ancora fa soffrire l’insegnante.

Le scene sensuali sono risicate ma sono conformi alla trama, e direi che i personaggi principali sono ben approfonditi, grazie anche al pov di entrambi, così come l’intreccio, che all’inizio pare caotico ma che lentamente si dipana e ci fa intravedere tutto quello che è successo nella vita dei protagonisti, ciò che li ha resi quello che sono. Mi spingo a dire che avrei voluto qualche pagina in più, specie nel finale.

Nonostante sia un libro che si legge in autonomia, consigIio comunque di leggere anche il precedente perché alcuni dei personaggi li ritroviamo qui, così come il richiamo ad alcune situazioni accadute proprio del primo libro. In conclusione un bel libro al quale tolgo mezza stella solo per la poca cura del testo.

 

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