Tre libri sopra il cielo

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LGBT… ON THE MOVIE: QUEER AS FOLK UK

lgbt on the movie

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo! L’appuntamento di oggi è dedicato a una serie televisiva molto amata da tutti noi, e vi confesso che faccio un po’ fatica a scrivere questo articolo perché nonostante io adori “Queer as Folk”, lo “odio” allo stesso tempo perché mi provoca sempre uno strano scompenso ai dotti lacrimali. Ma cominciamo dall’inizio e buona lettura.

“Queer as Folk” nasce in Gran Bretagna ed è trasmessa dal 1999 al 2000. Questa serie tv è composta complessivamente da dieci episodi che narrano la vita di tre uomini omosessuali trascorsa nei pressi del gay village di Canal Street, a Manchester. Prodotta dall’indipendente Red Production Company per Channel Four, con le musiche di Murray Gold, la serie è stata scritta da Russell T. Davies e il titolo deriva dall’espressione popolare inglese “There’s nought so queer as folk” che significa “Non c’è nulla di così strano come la gente (comune)”. Il titolo gioca sul fatto che il termine “queer”, letteralmente “strano”, è spesso usato come sinonimo di “omosessuale”, per cui l’espressione assume il significato di “normalità” della condizione gay. Davies intitolò inizialmente la serie “Queer as Folk”, sebbene durante la fase di sviluppo e pre-produzione Channel Four propose il titolo “Queer as Fuck”, ma poi si tornò al nome originario.

Inizialmente si parlò anche di produrre uno spin-off della serie, intitolato “Misfits” che avrebbe dovuto seguire le avventure di Hazel, Alexander e Bernard, personaggi minori della serie, ma poi il progetto fu cancellato.

Di “Queer as Folk” gli autori dissero che era un realistico affresco della vita cittadina gay negli anni novanta, frutto di fantasia, e che i personaggi non sono degli archetipi perfetti di maschi omosessuali.

Tali personaggi sono: Stuart Alan Jones, interpretato da Aidan Gillen, pubblicitario di successo che apparentemente cerca di avere approcci sessuali con tutti i maschi un cui si imbatte e ci riesce; il suo amico di lunga data Vince Tyler, interpretato da Craig Kelly, impiegato in un supermercato, più sfortunato in amore, e infine il sedicenne Nathan Maloney, interpretato da Charlie Hunnam, che non ha alcuna esperienza ma è deciso a recuperare in fretta.

Stuart è un personaggio carismatico e pieno di fascino, in grado di eiaculare precocemente al fine di dissuadere Nathan dal fatto che lui sia degno di venerazione; la caratteristica principale di Stuart è che lui fa ciò che vuole: fa esplodere la macchina della madre di un suo amico perché la donna compie un gesto brutto nei confronti del figlio, invita la collega di Vince, gay non dichiarato sul posto di lavoro, alla festa di compleanno di quest’ultimo e le presenta il fidanzato di Vince al fine di farsi odiare dal suo amico e far sì che Vince si innamori davvero del suo compagno e infine guida un macchina di prova all’interno del salone d’esposizione dopo un commento omofobo da parte del venditore.

Nella seconda serie i toni si vanno più seri e i personaggi principali sono chiamati a compiere delle scelte riguardanti il loro futuro. Nathan è destinato a diventare il futuro “Re” di Canal Street mentre Vince parte con Stuart.

La frase finale della serie dice: “Ci sono molte voci su Stuart e Vince… e sono tutte vere!”

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=tUpHbIPqoTQ

La prima serie ha provocato molte polemiche in Gran Bretagna poiché diversi conservatori sono rimasti sconvolti nel vedere un personaggio minorenne avere rapporti sessuali, e anche la natura esplicita di quest’ultimi ha provocato controversie. In particolare nel primo episodio c’è una completa scena di sesso che comprende masturbazione, rimming e sperma.

Nonostante ciò e nonostante la messa in onda in tarda serata, la prima serie ha avuto ottimi ascolti e questo grande successo ha fatto sì che Channel 4 ne commissionasse una seconda. Inizialmente Davies era intenzionato a scrivere una seconda serie completa ma alla fine decise che non c’era molto altro da raccontare e finì la storia con uno special tv in due puntate, di tono minore rispetto alla precedente e con scene di sesso per la maggior parte assenti, una decisione molto apprezzata da chi aveva mosso le prime critiche.

“Queer as Folk” fu acquistata e pubblicizzata dalla rete nazionale La7 nel 2001, una scelta che provocò polemiche da parte dei conservatori che chiesero la messa al bando perché la serie era ritenuta inadatta al pubblico nazionale, e immorale in quanto descriveva e mostrava sesso e sentimenti omosessuali. La7, nonostante la perdita economica che ne derivò, decise di non trasmetterla per evitare ulteriori polemiche e “Queer as Folk” passò alla rete GAY.tv dal 13 maggio 2002, in una fascia serale-notturna.

Nella versione italiana sono state apportate delle modifiche anagrafiche: nella serie originale Nathan ha quindici anni, mentre nell’adattamento italiano di anni ne ha sedici; Stuart, nel primo episodio racconta di aver perso la verginità in uno spogliatoio a dodici anni che però diventato quattordici nel doppiaggio italiano.

Nel 2000 sono stati girati due documentari dedicati alla serie: The Boy of Manchester: On the Set of Queer as Folk per la prima stagione e What the Folk?… Behind the Scenes of “Queer as Folk” per la seconda.

Nel 2004 QaF uk esce in DVD.

Non perdetevi l’appuntamento con LGBT… ON THE MOVIE la prossima settimana! Una sola parola: BRITIN

FONTIhttp://www.youtube.com

https://it.wikipedia.org/wiki/Queer_as_Folk_(serie_televisiva_2000)

https://it.wikiquote.org/wiki/Queer_as_Folk

 

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Questa voce è stata pubblicata il 2 novembre 2018 da in lgbt on the movie con tag , .

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