Tre libri sopra il cielo

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LGBT… ON THE MOVIE: QUEER AS FOLK

lgbt on the movie

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana torna l’appuntamento con la rubrica LGBT… ON THE MOVIE e continua il nostro approfondimento su “Queer as Folk”. Pronte/i a tornare nel mondo di Brian e Justin?

Se vi siete persi la prima parte la trovate qui https://trelibrisoprailcielo.com/2018/11/02/lgbt-on-the-movie-queer-as-folk-uk/ e non mi resta che augurarvi buona lettura!

“Dovete sapere che tutto ruota attorno al sesso; sembra che gli uomini pensino al sesso ogni ventotto secondi. Gli etero, ovvio. I gay ci pensano ogni nove secondi. Puoi essere al supermercato, in lavanderia o a comprare una maglietta, quando ti trovi a guardare un ragazzo ancora più intrigante di quello col quale sei tornato a casa la notte prima. Ecco perché siamo tutti al Babylon, all’una di notte, invece che a letto: ma chi è che vuole stare a casa, a letto, specialmente se da solo, sapendo che qui, in ogni momento, potresti incontrare lui, l’uomo più bello che sia mai esistito. Che sia esistito per lo meno fino a domani sera. Come dicevo, tutto ruota attorno al sesso, e quando accade pensi: resterà? Andrà via? Come lo faccio? A meno che tu non sia Brian Kinney. Se è così, dici: Che mi frega di quello che pensi; sei fortunato ad avermi”.

A seguito del successo di QaF UK, il canale statunitense Showtime, insieme a Temple Street Productions, decise di produrre un remake della serie ambientato a Pittsburgh, in Pennsylvania, intitolato anch’esso “Queer as Folk”, tra il 2000 e il 2005. La versione USA fu criticata da alcuni fan inglesi per il cast eccessivamente attraente e per la perdita dell’originale carattere eccentrico, per aver smorzato gli elementi più cupi dell’originale e per il fatto che l’accoppiata Stuart/Brian non rappresenta più il potere ma solo il sesso. La serie statunitense-canadese segue le vicende di Brian, Justin, Michael, Emmett e Ted, tutti uomini gay, e una coppia lesbica formata da Lindsay e Melanie, che vivono a Pittsburgh, e nella seconda stagione entra a far parte del cast il personaggio di Ben.

Girata in Canada, con scene esterne a Toronto e nel Wellesley gay village, il remake statunitense include molte scene di sesso esplicito ed enfatizza di più l’aspetto sessuale rispetto alla serie originale.

TRAILERhttps://www.youtube.com/watch?v=RIavR_pk__E

 

Alla versione statunitense di “Queer as Folk” parteciparono diversi registi canadesi noti per i loro lavori indipendenti e il famoso regista australiano Russell Mulcahy, conosciuto per Highlander – L’ultimo immortale, che diresse l’episodio pilota. I produttori esecutivi della serie con Tony Jonas, precedente presidente della Warner Bros Television, furono Ron Cowen e Daniel Lipman.

Ambientata nella città di Pittsburgh, che venne scelta per essere la più simile a Manchester, ma con una comunità gay più piccola rispetto a quelle di San Francisco o New York, “Queer as Folk” è stato girato per la maggior parte delle scene sulla Liberty Avenue a Toronto, città scelta come centro direttivo della serie per i suoi bassi costi di produzione e per l’affidabilità della sua industria televisiva e cinematografica.

Nel momento in cui la serie venne cancellata, si sparse la voce che Showtime fosse preoccupata per la crescita dei costi di produzione dovuti all’aumento del dollaro canadese; secondo altri invece la rete televisiva non voleva essere reputata come una rete televisiva “solo gay” e per questo motivo cancellò la serie. Ma pubblicamente sia Ron Cowen che Daniel Lipman affermarono di non aver progettato storie successive e si venne inoltre a sapere che l’attore che interpretava Justin, Randy Harrison, non avrebbe preso parte alla sesta stagione. Showcase prese in considerazione l’acquisto della serie ma questa si rivelò troppo costosa.

 

Inizialmente gli attori mantennero ambiguo il loro orientamento sessuale alla stampa, in modo da non provocare congetture tra i telespettatori, ma in seguito Randy Harrison, Justin, Peter Paige, Emmett, Robert Gant, Ben, e Jack Wetherall, Vic, affermarono di essere gay, mentre il resto del cast dichiarò di essere eterosessuale o decise di evitare il pubblico dibattito sul proprio orientamento sessuale.

“Queer as Folk” è considerata una delle serie tv gay più belle di sempre che siano mai state trasmesse in televisione; il progressismo rappresentato della comunità LGBTQ nei media risulta importante perché va ricordato che questa serie debutta in un’epoca ben lontana dalla sensibilità nei confronti dei diritti civili che oggi contraddistingue la maggior parte delle società occidentali. La storia d’amore tra Brian e Justin ci ha appassionati tutti in egual misura tanto da incoronarli una delle migliori coppie gay delle serie tv.

Fino agli anni Duemila era impensabile che nelle serie trasmesse in prime time ci fossero coming out o baci gay, mentre “Queer as Folk” nei suoi controversi percorsi narrativi ha affrontato il tema del coming out, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’uso e l’abuso di droghe per divertimento, l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, l’inseminazione artificiale, i vigilanti, le aggressioni contro i gay, il sesso sicuro, la sieropositività, la prostituzione minorile, i ministri di culto gay, la discriminazione sul posto di lavoro basata sull’orientamento sessuale, l’industria pornografica di Internet e i bug-chasers, individui sieronegativi che secondo la leggenda urbana cercano attivamente di diventare sieropositivi.

Sia QaF UK, che “Queer as Folk” USA, si sono fatte notare per la descrizione del modo di vivere e del sesso gay; infatti anche nella versione statunitense le scene provocatorie abbondano dal primo episodio dove è presente la prima scena di sesso completa che include masturbazione reciproca, rimming e sesso anale tra due uomini. Tuttavia il tono scanzonato e irriverente dei primi episodi viene abbandonato nella quinta stagione per dare maggiore rilevanza alle grandi questioni politiche e sociali legate all’universo gay, e malgrado la dettagliata descrizione dell’uso di droga e del sesso promiscuo nei gay club, non si è mai manifestata l’attesa reazione dei conservatori.

 

Siamo a Pittsburgh, inizio anni 2000 e Brian Kinney incontra fuori una discoteca, il Babylon, il diciassettenne Justin Taylor e lo porta a casa con sé iniziandolo alla sua vita sessuale. Il ragazzo si innamora subito di Brian, del quale sembra innamorato anche Michael Novotny, suo amico di gioventù e sfortunato in amore e vita sessuale come gli amici Emmett Honeycutt e Ted Schmidt. Intanto Melanie Marcus e Lindsay Peterson, incinta grazie alla donazione di sperma da parte di Brian, diventano mamme del piccolo Gus.

La madre di Justin scopre la sua omosessualità e l’accetta con fatica grazie all’aiuto di Debbie Novotny, madre di Michael, ma il padre del giovane non è altrettanto comprensivo e così Justin è costretto ad andare via di casa; dopo il divorzio dei genitori si trasferisce permanentemente da Brian e viene ammesso all’Università delle Belle Arti di Pittsburgh grazie al suo talento per le arti figurative.

Michael non è dichiarato sul posto di lavoro e dopo una breve frequentazione con la sua collega, ignara del fatto che sia gay, si innamora del medico David Cameron con cui conviverà per quasi un anno ma i due si lasceranno dopo un trasferimento fuori città da parte del medico. In seguito incontra il professore universitario sieropositivo Ben Bruckner, i due si sposano e adottano un ragazzo di strada salvato dal bel professore. Insoddisfatto del suo lavoro Michael lo lascia in modo da dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per i fumetti e compra una fumetteria iniziando a produrre, grazie alle abilità di Justin, un comic chiamato Rage, Furore.

Ted invece ha problemi a trovare l’amore e intraprende una relazione travagliata con il tossicodipendente Blake. Licenziato come contabile perché sorpreso a guardare porno sul posto di lavoro, Ted diventa manager di un sito web dedito proprio alla pornografia e si innamora dell’amico Emmett. In seguito alla perdita del lavoro Ted cade in depressione e ha una brutta esperienza con le droghe, in particolar modo il Crystal, che lo costringe a farsi ricoverare in una casa di cura dove ritrova Blake, che nel frattempo si è disintossicato e ha intrapreso il lavoro di consulente contro le dipendenze.

Convinto di poter “guarire” e tornare etero, Emmett inizia a frequentare un gruppo della Chiesa, ma ben presto si rende conto di amarsi così com’è e abbandona l’idea. Lavorerà per il sito pornografico di Ted sotto lo pseudonimo di Fetch Dixon, diventando una celebrità nell’ambiente LGBTQ.

Linz e Mel sono in crisi a causa di Brian che non rinuncia ai diritti di genitori su Gus, impedendo a Mel di adottarlo. Fortunatamente l’uomo capisce quanto tutto ciò sia importante per Mel e firma i documenti così che le due donne si possano sposare, anche se senza riscontro legale, e decidono di avere un secondo figlio con l’ausilio di Michael. Nata Jenny Rebecca, Linz e Mel si trasferiscono in Canada.

 

Situata nella Liberty Avenue, il Babylon è la discoteca gay in cui inizia la storia. Non è una discoteca qualsiasi, è La discoteca, non è solo un luogo ma è un emblema, un simbolo della storia. Tutto al Babylon grida la parola sesso ed è il punto di inizio e il punto di fine, è il luogo che racconta il mondo dei personaggi, fatto di eccessi, luci e desideri effimeri ma è anche il posto in cui è possibile sentirsi liberi.

Altro “punto” importante della serie è Debbie Novotny, mamma di Michael, donna chiassosa e colorata, cameriera tuttofare del Diner in cui tutti si ritrovano per mangiare, chiacchierare o solo farsi confortare da lei. Debbie è un po’ la mamma di tutti, ha sempre la parola giusta e non ha paura di dire esattamente quello che pensa anche a costo di mettere in imbarazzo suo figlio.

Il personaggio di Justin invece è fondamentale perché insieme a lui viviamo il dramma di essere un giovane gay in una scuola superiore, il dramma di dover fare coming out in famiglia, il dramma di lottare per la persona amata che sembra incapace di amare. “Raggio di Sole”, così chiamato da Debbie, viene preso sotto l’ala protettrice di quest’ultima perché sa cosa significa essere discriminati e cosa significa soffrire d’amore per Brian Kinney, ovvero il regalo di Dio ai gay.

Troppo bello, troppo attraente, troppo sicuro di sé, troppo vincente, troppo per essere umano, Brian Kinney sembra inarrivabile, chiuso nel suo egocentrismo ed egoismo in cui niente è più importante dell’appagamento personale, ma il personaggio di Brian è anche un personaggio estremamente umano. Ha paura di crescere e di prendersi le sue responsabilità, la sua storia con Justin è travagliata, fatta di attrazione, complicità, ripicche e sesso occasionale eppure non riesce a staccarsi da lui, innamorandosene molto prima di riuscire ad ammetterlo.

Se sentite nominare “Queer as Folk” cosa vi viene in mente? A me il sesso, sì perché il sesso è parte integrante del modo di fare, del modo di pensare e del modo di agire di ogni personaggio. Qui gli uomini non si baciano a labbra strette, qui si usano a vicenda nelle saune, senza rimorsi e scrupoli più e più volte e non si rivedono mai più; il sesso è istinto animalesco che per essere placato può solo essere soddisfatto. E non è gay o non gay, è umano. Le scene di sesso sono esplicite, passionali, l’erotismo tangibile così come le emozioni dei personaggi mentre lo fanno. In “Queer as Folk” il sesso è la chiave per leggere i cambiamenti interiori dei personaggi, Justin userà il suo corpo più e più volte per conquistare Brian, sia con lui sia contro di lui.

 

Su Showtime dopo ogni episodio appariva sullo schermo il seguente avviso:

“Queer as Folk è una rappresentazione delle vite e degli amori di un gruppo di amici gay. Ciò non significa che rifletta tutti gli aspetti della società omosessuale”.

In Canada invece veniva trasmessa prima di ogni messa in onda e dopo gli spot pubblicitari il seguente messaggio:

“Questo spettacolo contiene scene di nudo, linguaggio esplicito e riferimenti sessuali: la visione è consigliata ad un pubblico adulto”.

La serie divenne velocemente lo spettacolo numero uno di Showtime negli Stati Uniti, e se inizialmente era rivolto a un pubblico gay maschile, in seguito si rivelò che una considerevole fetta di spettatori era costituita da donne eterosessuali. La trasmissione ottenne un grande successo d’ascolto sia per la statunitense Showtime sia per la canadese Showcase, al punto che quest’ultima dovette allungare la messa in onda fino a un’ora e dieci minuti a episodio per farci stare tutti gli spazi pubblicitari richiesti. Nel decimo episodio dell’ultima stagione Cyndi Lauper partecipa come guest star e omaggia la serie con un nuovo arrangiamento della sua canzone Shine.

In Italia la messa in onda di “Queer as Folk” è stata più volte sabotata, inizialmente è stato possibile vedere le prime tre stagioni e alcuni episodi della quarta sul canale satellitare GAY.tv, in lingua originale con sottotitoli in italiano. La serie statunitense viene trasmessa dal 2002, dopo l’originale inglese, subendo vari cambiamenti nella programmazione serale e notturna dell’emittente satellitare; ci furono repliche di molti episodi e l’interruzione verso la fine della quarta stagione per “cause di forza maggiore”. In un secondo momento la programmazione della serie è stata spostata su Sky e il canale Jimmy con un doppiaggio italiano e riproposta per intero dalla prima stagione. E’ stata poi trasmessa sul canale digitale terrestre Iris, in terza serata, dal lunedì al venerdì, per buona parte dell’inverno, per poi andare in onda a tarda notte a partire dalla primavera del 2008.

 

A tredici anni dall’ultimo episodio, “Queer as Folk” continua a occupare un posto speciale nel cuore del pubblico e ancora oggi raccoglie i suoi frutti per aver rappresentato una svolta nella rappresentazione della comunità LGBTQ in televisione.

“L’abbiamo visto come un’opportunità per affrontare un sacco di problemi che non erano mai stati mostrati prima sulla TV americana. Questo era molto importante per noi, perché noi gay dell’epoca non vedevamo un vero riflesso di noi stessi in TV. Allora, non potevi sposarti. C’era “Don’t Ask, Don’t Tell” nell’esercito. In 14 stati c’erano ancora leggi sulla sodomia. L’atmosfera era molto ostile” (Cowen – Produttore esecutivo)

Il cast non si è più rivisto ufficialmente, a parte la reuniuon del 2015 per festeggiare i dieci anni dal finale di serie, dall’ultimo episodio della serie ma fortunatamente ci ha pensato Entertainment Weekly quest’anno a riunire il cast e dedicare loro un servizio fotografico e un’intervista. EW, a cui dobbiamo anche la reunion del cast di Dawson’s Creek, ha radunato gli attori protagonisti Gale Harold, Randy Harrison, Hal Sparks, Thea Gill, Peter Paige, Sharon Gless, Scott Lowell e Michelle Clunie insieme ai produttori esecutivi Daniel Lipman e Ron Cowen e li ha immortalati in alcuni scatti pubblicati sulla rivista.

Le foto sono rimbalzate da un social a un altro nel giro di poche ore per la gioia dei fan di rivedere insieme i loro beniamini a distanza di anni e tra vecchi ricordi ed emozioni sempre vive, il cast ha commentato con entusiasmo il successo che ancora oggi “Queer as Folk” riscuote.

“Puoi vedere molti semi, penso, in molti dei movimenti nella società che vanno avanti. Non per essere esagerato, ma penso che alcuni di questi siano venuti direttamente dall’esistenza di questo spettacolo.” (Michael Sparks)

 

 

“E il tumpa tumpa continua… Sarà sempre così, qualsiasi cosa accada, chiunque sia il presidente, come la nostra divina della disco Gloria Gaynor ci ha insegnato e cantato: I will survive.”

p.s.: E se la settimana scorsa vi ho augurato buona lettura, ora vi auguro buona visione perché lo so che tutte/i tornerete a vedere almeno una puntata, se non la serie completa, come ho fatto io dopo aver terminato di scrivere.

 

FONTIhttp://: https://it.wikipedia.org/wiki/Queer_as_Folk_(serie_televisiva_1999)

https://it.wikipedia.org/wiki/Queer_as_Folk_(serie_televisiva_2000)

https://it.wikiquote.org/wiki/Queer_as_Folk

https://www.foxlife.it/2018/06/08/queer-as-folk-reunion-cast-entertainment-weekly/

https://www.tvserial.it/queer-as-folk-serie-tv-trama-cast-episodi/

http://www.telefilm-central.org/queer-as-folk-reunion-del-cast/

http://www.youtube.com

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Questa voce è stata pubblicata il 8 novembre 2018 da in lgbt on the movie con tag , .

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