Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “SANGUISUGA” di Beppe Perrier – 13 Agosto 2018

TITOLO: Sanguisuga
AUTORE: Beppe Perrier
CASA EDITRICE: Le Mezzelane
GENERE: Narrativa lgbt 
E-BOOK: Sì – anche cartaceo
PREZZO: € 4,49 su Amazon 
USCITA: 13 Agosto 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto (warnign: stupro)

TRAMA:Una fuga tra la nebbia e le luci parigine per ritrovare se stesso, per ritrovare il coraggio di cedere alla tenerezza e all’affetto. Sembra che giri a vuoto, anche se nessuna destinazione è lasciata al caso. Tutto ha un fine, il suo inconscio lo spinge ai limiti estremi della sopportazione psichica umana. Trascorre le giornate abusando di hashish e lexotan e spendendo quella vita che continua a rubare ad altri uomini. Vorrebbe non averne più, vorrebbe che tutto finisse, ma non può fare a meno di accumularne di nuova.
Così Marcello vive da esule volontario, come gli piace definirsi, in una città che non gli appartiene e a cui lui non appartiene.

 

Ho iniziato a leggere questo libro senza sapere bene cosa aspettarmi, senza sapere bene a che genere avrei potuto ascriverlo.

Anche se catalogare generi e sottogeneri non è esattamente il mio forte, indicherei questo libro come un noir visionario, molto psicologico e introspettivo, con uno sviluppo non molto chiaro ma che trova la sua essenza nella storia stessa.

Marcello è il protagonista indiscusso, il focus attorno a cui gira l’intera vicenda che rimane quasi esclusivamente nella sua testa, rendendola confusa, nebulosa, visionaria, senza alcun appiglio concreto per poterci fare veramente un’idea.

La mente di Marcello è come un’entità a sé e trascina il corpo come un fardello alla ricerca di un qualcosa che lo renda libero, che faccia cessare quel senso acuto di allarme che scatta ogni qualvolta si trova ad affrontare gesti di affetto e tenerezza fuori da un contesto sessuale.

Marcello è incatenato ai rimasugli di una reazione malsana a tre, con Francesco e Lorenzo che lo hanno resto dipendente dal loro rapporto, che lo hanno costretto a essere il terzo quando avrebbe voluto essere il solo e unico per Francesco. Ora con una nuova relazione si trova ancora una volta a scappare, a sfuggire da una relazione che non è più solo sessuale.

Il personaggio di Marcello è volutamente ambiguo, eccentrico, schiavo della droga e degli ansiolitici e vaga in una realtà fumosa e astratta, e in poco più di cento pagine è difficile dire se quella narrata è la verità o solo quello che vede la sua mente annebbiata.

Per quanto sia un libro scritto molto bene, scorrevole e con un linguaggio che seppur crudo è comunque appropriato al personaggio e al contesto, l’ho trovato un po’ troppo contorto e inconcludente. Una storia che lascia molto in sospeso, che non dà spiegazioni e che lascia moltissimo all’immaginazione del lettore.

Lodevole l’intento dell’autore di creare una storia così fuori dal comune, e sicuramente ci è riuscito molto bene perché è riuscito a creare una storia costruita sull’ambiguità e sulla sofferenza psicologica, ma avrei apprezzato qualche dettaglio in più.

Lo consiglio comunque a chi apprezza storie fuori dall’ordinario.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 17 novembre 2018 da in Contemporaneo, narrativa, Recensione con tag , , , .

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