Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “IL MIO MAL DI TESTA” di Diana Errico – 19 Novembre 2018

TITOLO: Il mio mal di testa
AUTORE: Diana Errico
GENERE: Narrativa lgbt – ff
CASA EDITRICE: Officina Milena
E-BOOK: Sì – anche cartaceo
PREZZO: € 3,99 su Amazon 
PAGINE: 56
USCITA: 19 Novembre 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto (allert: rapporti non consensuali)
LINK PER L’ACQUISTOIl mio mal di testa

TRAMA: Sara soffre di mal di testa da quando è nata. Un dolore con il quale fa i conti ogni giorno della propria vita, che le assorbe le energie e filtra ogni suo contatto sociale. Con un padre violento e una madre evanescente, trova conforto per i dolori del suo corpo e quelli della sua anima in Floriana, una seducente donna legata a doppio filo alla sua famiglia: con lei scopre la passione e quella gioia di vivere che le era sempre mancata. Quando la sorte mette le due donne davanti a un bivio, Sara è costretta a rivedere le sue priorità. E a cominciare ad amarsi, a prescindere dall’abbraccio di Floriana.

 

Il mio mal di testa è la storia di una ragazza, Sara, che da quando ha memoria convive con forti mal di testa che non hanno una diagnosi precisa ma che ovviamente le condizionano ogni aspetto dell’esistenza.

Attraverso il racconto di varie fasi della sua vita, a partire dall’infanzia fino ad arrivare all’età adulta, la vediamo affrontare la vita sempre con questa spada di Damocle che le pende letteralmente sopra la testa e le fa vedere la vita con occhi offuscati dal dolore.

Sara ci racconta della sua famiglia, di un padre violento che lei invece vede come idealizzato e una madre quasi totalmente assente, “colpevole” secondo la figlia di possedere una bellezza fuori dal comune, e quasi senza rendersene conto si trova nelle braccia amorevoli di Floriana, una donna più grande di lei e legata molto strettamente alla sua famiglia, che la fa sentire amata, protetta, le fa avere tutto quello che non ha mai avuto né dal padre né dalla madre, e la loro relazione diventa sempre più intima, sempre però con la consapevolezza di stare facendo qualcosa di sbagliato, di non socialmente accettabile. Nel momento in cui la realtà entra prepotentemente nel loro piccolo mondo e delle decisioni vengono prese senza nemmeno considerarla, Sara si accorge di dover iniziare a vivere la propria vita che fino a quel momento aveva delegato a Floriana.

Finalmente avrà quel confronto con la madre che non ha saputo essere una figura genitoriale autorevole, troppo persa nel suo mondo e in una violenza nascosta.

È un racconto breve ma molto intenso, drammatico, sofferto, a tratti controverso. Ogni personaggio non è completamente negativo ma nemmeno positivo, e alcuni episodi rimangono impressi per la violenza insita, che non viene tuttavia percepita pienamente dai personaggi.

È un racconto indubbiamente forte, in cui tre donne molto diverse ma anche ambigue sono contrapposte a personaggi maschili violenti e meschini, in una realtà difficile ma raccontata con molta lucidità.

Il racconto, pur non essendo propriamente di svago, è molto coinvolgente e ho apprezzato la scrittura diretta senza inutili fronzoli.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12 dicembre 2018 da in Contemporaneo, F/F, narrativa, Recensione con tag , , , .

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