Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “TRA QUESTE LENZUOLA” di Devon McCormack – 19 Gennaio 2019

TITOLO: Tra queste lenzuola
AUTORE: Devon McCormack
TRADUZIONE: Eloriee per Triskell Translation Service
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 3,99 su Amazon (Disponibile su Ku)
PAGINE: 250
USCITA: 19 Gennaio 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Molto Alto
LINK PER L’ACQUISTOTra queste lenzuola

TRAMA:«Ho combattuto una guerra sul campo di battaglia. Ora ne combatto un’altra nella mia mente.»

Jay è sempre in fuga, sempre alla ricerca della prossima città in cui cominciare una nuova vita. Peccato che, per quanto scappi, non riesca comunque a sfuggire ai ricordi dolorosi che lo perseguitano. Si sta ancora adattando al suo ultimo impiego nel magazzino di una fabbrica di bottiglie in vetro, ma si ritrova vittima delle prese in giro dei colleghi. Quando affronta uno dei bulli in questione, si arriva alle mani. Il suo capo, un veterano di nome Reese, si mette in mezzo e Jay lo spinge involontariamente a terra, rivelando la sua protesi alla gamba. Jay è certo di perdere il lavoro e rimane a bocca aperta quando invece gli viene concessa un’altra chance.

Reese è irritato dal nuovo dipendente. Jay è incosciente e irascibile. Forse non avrebbe dovuto dargli una seconda occasione, ma il suo comportamento gli ricorda quello di un commilitone, un uomo a cui voleva molto bene e che ha perso in circostanze tragiche. Si augura solo che Jay non lo deluda.

Quando un incidente alla fabbrica scatena una delle crisi di PTSD di Reese, Jay ricambia il favore standogli accanto e impedendo agli altri di scoprire cosa sta succedendo. Reese vorrebbe lasciarsi alle spalle l’episodio e scordarsene per sempre, ma Jay non glielo consente. E per quanto Reese provi a mantenere le distanze, tra loro c’è un fuoco – una passione – a cui non può resistere. Continuano a finire a letto insieme, e Reese ci mette poco a capire che la scintilla che è scoccata va ben oltre quelle che volano tra le lenzuola. E che, a dispetto della facciata da duro che Jay mostra al mondo, dietro c’è un’anima torturata e ferita tanto quanto la sua. Sta iniziando a innamorarsi di lui, ma sa che le nubi tempestose sono in agguato nella sua mente, nubi che un giorno torneranno e distruggeranno lo splendido legame che si sta creando tra loro.

 

Tra queste lenzuola è la storia del percorso che i due protagonisti, Jay e Reese, dovranno compiere tra le paure, i ricordi, le titubanze e le vergogne, per riuscire a dare corpo e consistenza a un rapporto nato nell’ambiente di lavoro e che avrebbe dovuto, almeno nelle intenzioni iniziale di entrambi, rimanere relegato esclusivamente alla camera da letto.

E’ un racconto su come certe volte le barriere, che si ergono per difendersi dal mondo, impediscano non solo al dolore, ma anche alla gioia, di penetrare e di come, pertanto, si rimanga ancorati in un limbo e destinati a ripetere, ogni volta, le stesse cose e commettere gli stessi sbagli.

Jay e Reese, anche se per motivi totalmente diversi, hanno costruito muri, creato distanze, per impedire a chiunque di avvicinarsi. La vicinanza implica conoscenza, la conoscenza svela i punti deboli, e i punti deboli possono essere colpiti e causare sofferenza. Meglio, allora, tenere tutti lontano, al di là del fossato. Rendersi impenetrabili, nessuna fessura deve essere aperta.

Jay è stato un bambino a cui un padre violento ha rubato l’infanzia, segnata dalla tragica morte del fratello Todd, e che si è trasformato in un uomo perennemente sulla difensiva, che attacca sempre e comunque, a testa bassa, al minimo accenno di provocazione, costantemente in fuga da un passato che vuole dimenticare.

Reese è un reduce della seconda guerra del Golfo, che gli ha, irrimediabilmente, segnato non solo il fisico (ha una protesi a una gamba), ma anche la mente. E’ infatti soggetto a frequenti crisi di PTSD (disturbo post – traumatico da stress), ha sofferto di depressione e l’inevitabilità delle sue ricadute, con l’estraneità e apatia che lo avvolgono in quei momenti, hanno causato la fine del suo matrimonio. E’ un uomo che non vuole ricordare.

Jay e Reese hanno proprio questo in comune. Il dolore e il desiderio di mai rammentare ciò che lo ha generato.

Tutto il romanzo si svolge nella mente dei due protagonisti. Ogni capitolo, in alternanza, è espressione dei loro pensieri, idee, riflessioni e ricordi.

Gli accadimenti narrati non sono molti. Tra i più significativi vi è la lite che apre il romanzo. Non tanto per l’avvenimento in sé, ma perché a causa di essa Jay e Reese cominceranno a conoscersi, a guardarsi e a vedersi, non più mera ombra, tra tante, che popola l’oscuro mondo dell’altro, ma luce che lo rischiara.

L’altro momento rilevante è il loro primo bacio. Entrambi sono travolti dalla passione che fra di loro si scatena. E’ come un’esplosione e, si sa, le esplosioni possono essere sinonimo di crollo. Sarà, infatti, proprio quella alchimia fisica impetuosa, ineluttabile, a costringere Jay e Reese a cercarsi, a superare i limiti autoimposti e a spronarli a oltrepassare i confini tracciati dall’altro. Cercheranno di opporsi, di resistere, quasi di giustificarsi nel loro rimanere attaccati a vecchie paure e timori, ma ne saranno travolti.

Le scene di sesso presenti nel testo sono molto hot, ma ben scritte e indispensabili per la narrazione e, senza tutto quel buon sesso, non ci sarebbe stata la leva che ha di fatto sollevato la cortina dietro cui entrambi si celavano. Sarà infatti tra le lenzuola che li accolgono che pian piano inizieranno a raccontarsi all’altro e noi lettori a piangere per Todd e la sua magica risata, e a dolerci per Caleb, caro amico e commilitone di Reese.

I personaggi secondari nel romanzo sono pochi, ma sono figure positive e, benché non presentissimi, danno spessore e arricchiscono la trama.

Ho trovato lo stile narrativo di Devon McCormack piuttosto particolare. E’ una narrazione lineare che procede mediante periodi brevi, concisi. Ho avuto l’impressione che l’autore, adottando tale forma, volesse sottolineare che sta narrando della vita di due uomini come tanti, non sono miliardari, non svolgono lavori importanti o rischiosi, non affrontano situazioni pericolose o straordinarie, sono semplici uomini, che vivono, lavorano e che, come tanti, devono accettare e convivere con un passato doloroso e trovare la forza, giorno per giorno, di andare avanti.

Uomini che devono accettare di mettersi in gioco, di rischiare per ottenere quella felicità e serenità che, come tanti, si meritano.

E’ un romanzo che mi sento di consigliare a tutti i lettori che, come me, amano le storie di speranza e di rinascita. Le storie che possiamo sentire nostre perché ci parlano di una realtà che, anche se non uguale, sentiamo vicina. Le storie che narrano delle prove difficili che la vita ci costringe a superare, che ci narrano di come ogni giorno si sia obbligati a trovare la forza di andare avanti, di credere che si possa trovare da qualche parte, in qualcosa, in qualcuno, quella pace che sconfina nella serenità e nella felicità.

Di quelle storie che ti fanno credere in un futuro, di quelle storie che lasci con il sorriso sulle labbra.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 1 febbraio 2019 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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