Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “LA SCATOLA DI LATTA” di Kim Fielding – 19 Febbraio 2019

TITOLO: La scatola di latta
AUTORE: Kim Fielding
TRADUZIONE: Valentina Andreose
CASA EDITRICE: Dreamspinner Press
GENERE: Contemporaneo
COVER ARTIST: Anne Cain
E-BOOK:
PREZZO: $ 6,99 sul sito dell’Editore
PAGINE: 197
LIVELLIO DI SENSUALITA’: Medio
USCITA: 19 Febbraio 2019

TRAMA:Il passato di William Lyon gli ha impedito di essere se stesso. Combattuto e stanco di mantenere le apparenze, si separa dalla moglie e accetta un lavoro come custode di una struttura che è stata il più grande ospedale psichiatrico della California. Il vecchio manicomio, vuoto e abbandonato, gli sembra il luogo adatto in cui rifugiarsi per terminare la tesi di laurea in attesa che il divorzio diventi definitivo. Nella piccola città di Jelley’s Valley, William incontra Colby Anderson, che manda avanti la bottega del paese con annesso ufficio postale. Al contrario di William, Colby è adorabile, ottimista e vistoso, e non si preoccupa di nascondere il proprio orientamento sessuale. Anche se all’inizio il carattere aperto di Colby lo mette a disagio, con il tempo William impara ad apprezzare la loro amicizia e accetta persino la proposta di Colby di introdurlo al mondo del sesso gay.

L’idea che William si è fatto di sé inizia a cambiare quando scopre una scatola di latta nascosta da decenni nelle mura del manicomio. All’interno, sono custodite le lettere scritte in segreto da Bill, un paziente che era stato internato a causa della sua omosessualità. William si rispecchia in quelle pagine e comincia ad appassionarsi alla storia dell’uomo che le ha scritte e al suo destino. Con l’aiuto di Colby, spera che le parole scritte settant’anni prima gli diano il coraggio di essere finalmente se stesso.

 

William è un trentenne in crisi: deve laurearsi in psicologia e trovare al più presto un lavoro, si è appena separato dalla moglie dopo otto anni, non ha un buon rapporto con i suoi genitori e ed ha finalmente ammesso di essere gay; si è lasciato tutto alle spalle e, accettando il lavoro di custode in un vecchio manicomio abbandonato, ha ottenuto un alloggio e qualche soldo, più tranquillità e silenzio, ideali per finire la sua tesi.

L’edificio è in cattivo stato, lontano da tutto e tutti, con solo un paesino nelle vicinanze, dove posta, market e biblioteca sono situate in un unico piccolo edificio gestito da Colby e dalla sua famiglia, mentre la città più vicina è ad almeno un’ora di viaggio.

Colby è un giovane gay all’opposto di Will: estroverso, vivace, colorato e pieno di vita, a volte un po’ sbruffone e impertinente ma gentile e comprensivo, soprattutto con lo spaesato e inesperto straniero; anzi, saputa l’inesistente esperienza del suo nuovo amico, si propone come angelo custode e maestro nei pochi mesi in cui il laureando vivrà nella cittadina.

“Da finto etero a gay favoloso in quattro mesi!”

La simpatia e la gentilezza con cui Colby affronta il suo incarico giorno per giorno sciolgono la timidezza e i freni inibitori che hanno sempre bloccato Will. Il loro rapporto inizia come amici e poi come amanti, essendo l’attrazione forte e la voglia di sperimentare ancor di più, ma quando le cose sembrano virare verso un maggiore coinvolgimento, qualcosa per Colby sembra non funzionare.

I mesi passati in quel triste edificio hanno spinto Will a esplorarlo, scoprendo così sale inquietanti, schedari abbandonati e una piccola scatola di latta contenente alcune lettere scritte da Bill, un paziente ricoverato lì circa settanta anni prima e di cui non sappiamo quasi nulla se non l’amore per il suo Johnny; leggiamo della bigotteria e della spietatezza dei suoi famigliari che lo hanno rinchiuso in quell’inferno dove un crudele medico ha cercato in ogni modo di “curarlo” dalla sua perversione omosessuale.

Queste lettere sono tenere e romantiche, tristi e disperate, piene di speranza ma anche di terrore, poche commoventi finestre su una vita sfortunata che colpiscono fortemente Will, che si immedesima nella storia di un giovane gay come lui, con un tragico destino che forse nessuno conoscerà mai:

“Fintanto che ho queste lettere da scrivere, posso immaginare che qualcuno pensi ancora a me, che qualcuno mi ami ancora. Posso far finta di non essere un fantasma”.

Ormai la tesi è finita e per Will è il tempo di lasciare il manicomio e iniziare una vita altrove, ma il destino sembra metterci lo zampino in una maniera inaspettata; ci sono speranze per la sua storia con Colby? Che ne è stato di Bill? Che ne sarà del vecchio manicomio e dei tragici segreti che contiene?

Bellissimo libro sviluppato su due livelli: la storia principale, contemporanea, dei due protagonisti, forse meno avvincente e intensa della storia “letteraria” di Bill ma comunque molto bella; la seconda vicenda è ambientata durante i primi anni quaranta ed è dolorosa, romantica e struggente, collocata in un tempo ormai lontano e quasi alieno; molto ci viene solo accennato e lasciato alla nostra immaginazione ma è una storia forte che certo non dimenticherò facilmente.

La parte romantica è importante in entrambe le storie e la parte sensuale è molto valida, credibile e a tratti delicata nella scoperta del sesso da parte di Will, con Colby come volenteroso “maestro”; la commozione è inevitabile essendo l’autrice molto brava a farci immedesimare nei protagonisti e la storia di Bill e del suo Johnny è struggente e tragicamente romantica, una storia che non può non toccare il vostro animo e rimanervi nel cuore.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 febbraio 2019 da in Contemporaneo, Romance con tag , , , .

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