Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “CON VENATURE D’ORO E AD ALTA VOCE” di Lee Welch – 2 Febbraio 2019

TITOLO: Con venature d’oro e ad alta voce
AUTORE: Lee Welch
TRADUZIONE: Cristina Massaccesi
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
PREZZO: € 2,99 su Amazon
EBOOK: Si
PAGINE: 129
DATA USCITA: 2 Febbraio 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto
LINK PER L’ACQUISTO: Con Venature D’Oro

TRAMA: Un fotografo che soffre di disturbo post-traumatico da stress si innamora di un disegnatore di fumetti incontrato su una selvaggia spiaggia neozelandese. Riuscirà a trovare il vero amore dopo essere stato ferito così profondamente dalla vita?

L’esplosione di quella bomba aveva cambiato tutto. Alex Cox, quarantacinque anni, è un fotografo di fama internazionale finché un’esplosione mortale non comincia a farlo soffrire di disturbo post-traumatico da stress. Emotivamente ferito e disperatamente alla ricerca di un senso di sicurezza, cerca rifugio in Nuova Zelanda, nella remota e selvaggia Kahawai Bay.

Nelle peggiori circostanze possibili, Alex incontra Joe, un giovane e timido autore di fumetti. Joe lascia entrare Alex nel mondo giocoso e delicato delle sue storie e presto Alex si innamora di lui e vorrebbe di più, ma Joe sembra reticente. È solo timidezza? Oppure Joe non vuole avere un compagno più grande di lui e con molti problemi? O forse c’è qualcosa di segreto che li tiene separati?

Una storia romantica e positiva su creatività, avversità, vero amore e fumetti.

 

Il Kintsugi o Kintsukuroi, letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica, usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti […]. Ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico e ovviamente irripetibile per via della casualità con cui la ceramica può frantumarsi. La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore. (Wikipedia).

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo questo libro è stata proprio questa pratica, di cui avevo già sentito parlare e che mi aveva colpito per la sua semplicità unita però a una sorta di magnificenza rappresentata dall’oro, ritenuto da sempre il materiale più pregiato e ricercato anche a costo della vita.

Ed è una pratica che in qualche modo affrontano e vivono i due protagonisti di questa storia, Alex e Joe, entrambi spezzati che trovano nell’altro la forza necessaria per guarire.

Alex è un fotografo professionista che si trasferisce all’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, per ricominciare e cercare di scacciare via gli incubi che lo perseguitano. Alex soffre di DPTS dopo che una bomba ha ucciso due suoi colleghi proprio davanti ai suoi occhi mentre stavano facendo un servizio nel Laos e da quel momento la sua vita è governata dagli incubi terribili di quella vicenda e dalla rabbia incontrollabile nei momenti più insoliti e, arrivato al punto di rottura, Alex ha preferito prendere le sue cose e andarsene.

In Nuova Zelanda scopre che la vita, in quella piccola cittadina diventata la sua nuova casa, è molto tranquilla, lenta, quasi letargica ma proprio questa tranquillità unita a un panorama mozzafiato rappresentano quello di cui ha bisogno per rimettere in sesto la propria esistenza. Qui è dove incontra anche Joe, un ragazzo di quasi vent’anni più giovane di lui, un artista timido e goffo che nasconde un evento traumatico di cui porta le conseguenze addosso e dentro di sé, ma il loro incontro è quello che ci vuole a entrambi per guarire, per sentirsi di nuovo amati.

Alex e Joe sono due personaggi che vengono caratterizzati attraverso le loro debolezze, attraverso quello che cercano di nascondere agli altri, e che li rende reali e credibili. Non perfetti, non degli eroi senza macchia ma due individui che hanno sofferto, che a un certo punto hanno creduto di non farcela ma che alla fine sono risaliti, incontrandosi e aiutandosi a vicenda.

Una storia scorrevole e ben scritta, sporcata purtroppo da alcuni errori di forma ma che ho apprezzato per la sua dolcezza, per il carattere intimo e accogliente.

“Non sono perfetto.” La voce di Joe tremava per l’emozione. “No, non lo sei,” concordò Alex. […] “Sei più che perfetto. Sei come una di quelle ciotole di porcellana che i giapponesi riparano con delle venature d’oro. […] Un tempo erano belle, ma piuttosto ordinarie. E diventano molto più attraenti dopo essere state riparate. È così che vorrei fotografarti. […] Nudo, con delle venature d’oro dipinte sul tuo corpo […].

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 20 febbraio 2019 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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