Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “PERSI E RITROVATI” – Serie Twist of Fate #1 – di Lucy Lennox & Sloane Kennedy – 16 Febbraio 2019

TITOLO: Persi e ritrovati
TITOLO ORIGINALE: Lost and found
AUTORE:  Lucy Lennox & Sloane Kennedy
TRADUZIONE:  Francesca Bernini
SERIE: Twist of Fate #1
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE:  Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 5,99 su Amazon
PAGINE: 351
USCITA: 16 Febbraio 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto

TRAMA: Aveva promesso di non lasciarmi mai. Ma, quando avevo avuto più bisogno di lui, è stato esattamente ciò che ha fatto…

La guida escursionistica Xander Reed ha passato quindici anni a cercare di dimenticare la notte in cui, nel momento più difficile della sua vita, si era rivolto al suo migliore amico, solo per scoprire che il ragazzino che gli aveva promesso di stare sempre dalla sua parte gli stava voltando le spalle. Tremila chilometri e quindici anni dopo, si è costruito una nuova vita in un luogo tranquillo ai piedi delle Montagne Rocciose. Dovrebbe essere abbastanza per togliersi dalla mente il ricordo di Bennett Crawford, ma le vecchie ferite sono dure a rimarginarsi e, quando Bennett riappare all’improvviso in quanto membro della spedizione che lui dovrebbe capeggiare, le cicatrici si riaprono.

Avevo sempre e solo desiderato proteggere Xander da altri dolori. Non avevo mai pensato che dovesse essere difeso proprio da me…

Bennett Crawford ha dovuto affrontare una scelta impossibile la notte in cui il suo migliore amico gli ha chiesto aiuto. E ha preso quella sbagliata.
In qualità di unico erede di una delle famiglie più abbienti del New England, avrebbe dovuto avere il mondo ai suoi piedi, ma perdere il suo migliore amico alla giovane età di quattordici anni ha cambiato tutto. E benché Bennett sia riuscito a nascondersi dietro una maschera di contentezza e abbia preso posto accanto al padre alla guida dell’azienda di famiglia, dentro di sé sta cercando quella parte che è andata persa la notte in cui Xander Reed è uscito dalla sua vita. L’unica ancora di salvezza di Bennett è il suo lavoro con un gruppo di ragazzini di città e, quando gli viene data la possibilità di mostrare loro che esiste un mondo molto più vasto ad attenderli là fuori, se hanno il coraggio di farsi avanti, la sfrutta.
Ma quando scende dal pullman, per una settimana che avrebbe dovuto essere di solo divertimento e avventura, viene catapultato nel passato non appena scopre che la loro guida altri non è che il ragazzino che ha lasciato andare così tanti anni prima. Solo che il ragazzo insicuro e dall’animo dolce che conosceva non esiste più e, al suo posto, c’è un uomo amareggiato e ombroso che non è interessato a offrire seconde possibilità.

Le persone se ne vanno. Adesso lo so, e nulla di ciò che Bennett ha da dirmi cambierà qualcosa…

Tutto ciò che Bennett desidera è mostrare a Xander che la loro amicizia era solo l’inizio. Ma quando questi si rifiuta di ascoltarlo, si rende conto che dovrà giocare sporco.
Perché ora che lo ha ritrovato, non lo lascerà andare una seconda volta…

 

Definirei Persi e ritrovati un romanzo frizzante. Frizzante come deve essere l’aria delle montagne del Colorado, ambientazione in cui si svolge la quasi totalità del racconto, frizzante per le caratteristiche e peculiarità che contraddistinguono alcuni personaggi che lo costellano e, soprattutto, frizzante per come le autrici hanno saputo raccontare il riavvicinamento, dopo quindici anni di lontananza, di Xander e Bennet, i due protagonisti.

La peculiarità, infatti, di tutta la narrazione è la capacità delle autrici di ammantare gli avvenimenti raccontati con una nota di leggerezza da intendersi non come superficialità ma come positività alla vita, alla sua capacità di donare, oltre ai dolori, le gioie che spronano ad andare avanti, giorno dopo giorno. Il romanzo di apre proprio nel preciso istante in cui Xander e Bennet si ritrovano.

Bennet, a capo di una fondazione nata con lo scopo di favorire una corretta crescita degli adolescenti mediante esperienze formative, conduce i “suoi” ragazzi di città sulle montagne del Colorado per un’escursione volta a far comprendere loro l’importanza di fare gruppo, e lì scopre che la loro guida sarà il suo amico d’infanzia Xander.

Il loro è un incontro, dunque, non previsto, frutto di quelle coincidenze che punteggiano la vita, uno scherzo del destino, e sono spiazzati, impreparati, turbati dall’evento ma, mentre Bennet lo vede come una possibilità per ripartire, Xander vorrebbe non fosse avvenuto. Troppo doloroso ricordare l’istante in cui perse tutto, che lo privò del cardine della sua esistenza. Meglio concentrarsi su un presente che ha creato e modellato perché si adattasse e confacesse ai suoi desideri ed esigenze e che gli ha portato in dono serenità e soddisfazioni.

Ma l’amore, quello vero, forte e tenace, ha le sue vie e i suoi “cupidi” per far sì che due anime destinate siano per sempre unite. Ed eccoci, perciò, condotti lungo valli, pendii e guadi che vedranno il respingersi, il cercarsi, il sorridersi, il rammaricarsi e l’incontrarsi nuovamente di Xander e Bennet. Sarà un percorso accidentato, a tratti fortemente doloroso, ma anche purificante e chiarificatore.

In un certo senso è come se ogni sentiero fisicamente percorso, ogni tappa realmente effettuata, si traducesse nei passi, nei progressi, nelle soste e nelle riprese che i protagonisti compiono per rincontrarsi, per capirsi, comprendersi, per esorcizzare il passato e aprirsi al futuro.

Questa è la parte che ho amato di più, anche perché il cammino offre la possibilità, a noi lettori, di conoscere i personaggi secondari, che valorizzano il romanzo. Ed ecco perciò Aiden (questo libro è parte di una serie e io spero, fortemente spero, che lui sia protagonista di un futuro romanzo), socio di Bennet, irriverente e solidale, personificazione del significato di amicizia, Lucky, ragazzino dolce e tenace, Jake guida e amico di Xander e Bear, cagnone tenero e buffo.

Gratificante è, comunque, anche la parte che descrive gli accadimenti successivi alla fine dell’escursione e il ritorno alla vita “ordinaria”, che poi tanto “ordinaria” non sarà, ma palcoscenico delle azioni che porteranno Xander e Bennet a essere dove da sempre avrebbero dovuto essere, se il fato e la cattiveria degli uomini non li avessero divisi.

Consiglio la lettura di questo romanzo a tutti coloro che amano le storie dove il romanticismo è elemento preponderante, ma che non disdegnano la presenza di belle e intense scene di sesso, conseguenze dell’amore e della passione che lega i due protagonisti.

Ritengo che Persi e ritrovati sia una storia adatta ai gusti di tanti lettori, capace di avvincere le anime più sentimentali, di attrarre chi cerca una vena leggera e briosa, di affascinare chi anela storie di rinascita, di perdono e di riscatto, trattate, però, con tratti morbidi e soavi.

A fine lettura mi sono ritrovata sorridente e appagata e anche un po’ impaziente di sapere chi saranno i protagonisti dei prossimi romanzi che comporranno la serie Twist of Fate.

 

 

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