Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “TAKEDOWN” – Serie Bannon’s Gym #2 – di Cat Grant – 4 Aprile 2019

TITOLO: Takedown
TITOLO ORIGINALE: Takedown
AUTORE: Cat Grant
TRADUZIONE: Stefania Brignoli
SERIE: Bannon’s Gym #2
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo/Sportivo
E-BOOK:
PREZZO: € 4,49  su Amazon
PAGINE: 170
USCITA: 4 Aprile 2019
LIVELLO DI SENSUALITA‘: Alto

TRAMA:Il padre violento ha allontanato Tom Delaney da Lincoln Beach. Ora che Tom è tornato per sistemare gli affari di famiglia, scopre che nemmeno le cose buone che si era lasciato alle spalle sono rimaste le stesse. Il vecchio quartiere è diventato un ghetto pericoloso. Il ristorante di Eddie sta in piedi a malapena. Gloria, che si è occupata di lui come una madre, è gravemente malata.

Il suo unico rifugio è la Bannon’s Gym, dove Danny Bannon ha fatto sì che coltivasse il suo talento per le arti marziali miste. Bannon però dà asilo anche a Travis, il suo ex compagno di allenamento ed ex avventura di una notte. L’uomo che, l’ultima volta che si sono affrontati sul ring, l’ha lasciato con la mascella rotta e una commozione cerebrale.

La scintilla è ancora viva e vegeta, sia sul ring sia al di fuori. Ma quando i problemi di Travis esplodono in modo piuttosto letterale, la loro unica possibilità di costruire qualcosa di solido sui resti del loro passato rischia di andare in fumo.

 

Per chi non ha letto il primo libro, questa recensione potrebbe risultare un po’ troppo “spoilerosa” quindi vi consiglio di leggervi in ogni caso il primo romanzo della serie, per non rovinarvi la sorpresa di scoprire quello che succede ai protagonisti, anche perché altrimenti sarebbe forse un po’ difficoltoso seguire la storia.

Il volume precedente ci aveva lasciati con i due protagonisti principali, Eddie e Danny, finalmente uniti, innamorati e senza più sensi di colpa per Jimmy (amico e fratello), e con un futuro da passare insieme senza più segreti o recriminazioni. Ci aveva lasciati anche però con Tom che aveva quasi ucciso il padre, e solo l’intervento di Eddie era riuscito a fermare il suo istinto di voler punire nella maniera più severa quell’uomo che si era comportato in maniera così violenta, abusando sia della moglie che del figlio e spingendo proprio la madre di Tom a togliersi la vita.

Il suicidio della madre aveva però lasciato un’eredità molto consistente che scopriamo essere servita a Tom per andare finalmente all’università, come aveva desiderato. Dopo quindi un prologo in cui Travis – l’istruttore della palestra di Danny presente anche nel primo libro – e Tom hanno un incontro di pugilato che ha delle severe conseguenze per uno di loro, saltiamo in avanti di due anni e ritroviamo Tom che ritorna a Lincoln Beach ma quello che trova è senza ombra di dubbio molto diverso da come lo aveva lasciato.

Se il primo libro aveva raccontato essenzialmente una storia importante – quella tra Eddie e Danny – e come storia collaterale quella di Tom e il suo inserimento come quasi figlio adottivo, in questo secondo romanzo la storia principale diventa quella tra Tom e Travis, che scopriamo avere avuto dei trascorsi intimi ma che non si erano sviluppati e che ora si ritrovano a dover fare i conti con un’attrazione ben più forte; sullo sfondo tuttavia rimangono anche Eddie e Danny alle prese con tutta un’altra serie di problemi e difficoltà decisamente gravi, che coinvolgono diversi personaggi secondari oltre a loro. Il punto in comune infatti tra tutti le figure coinvolte è che sono perseguitate da una serie di sfortune che fanno di questo libro una lettura sì intrigante e interessante ma anche un po’ ansiogena, che ti fa pensare che a ogni pagina potrebbe succedere chissà quale disgrazia.

Un libro corale, che affronta tanti temi importanti, alcuni dei quali, a differenza del primo libro, qui vengono approfonditi in maniera più completa, mentre ad altri ancora una volta viene data una spiegazione un po’ più sommaria e poco soddisfacente.

Il “MA” più grosso però per quanto mi riguarda è ancora una volta il cambio repentino di POV, sia di personaggio che di tempo verbale – complessivamente se ne contano tre alla terza persona e uno alla prima – che, anche se non mi ha destabilizzato come nel primo, forse perché già ero a conoscenza della questione, ha però rallentato la lettura, dovendo comunque fermarmi per capire chi stesse parlando, e anche se non ha inficiato in maniera così negativa nel giudizio è comunque un fattore che non sono riuscita ad apprezzare.

È comunque una serie che continua a essere molto interessante, un libro che risulta più completo e meno affrettato, e che consiglio in ogni caso di leggere.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 19 aprile 2019 da in Contemporaneo, Recensione, Romance, sportivo con tag , , , , .

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