Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “IL SEGNO DELLA FENICE” di Eliana Matana Ruggiero – Giugno 2019

TITOLO:  Il segno della fenice
AUTORE:  Eliana Matania Ruggiero
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE:  Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 2,99 su Amazon (Disponibile su Ku)
PAGINE: 255
USCITA: Giugno 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTO:  Il Segno della Fenice: A Gay Romance

TRAMA: All’età di diciannove anni Leo, al capezzale di Massimo, il suo primo grande amore, ha promesso che lo avrebbe amato per sempre.
A quarantatré, oggi, Leo mantiene ancora la parola data e ha chiuso il cuore a qualsiasi sentimento. Ha un’affermata agenzia di comunicazione integrata a Roma, vive il sesso in maniera libera, ma nulla di più.

Marco ha diciannove anni, soffre di agorafobia e di numerose ossessioni compulsive, dopo la morte tragica dei genitori in un incidente d’auto, nel quale anche lui fu coinvolto. Non esce mai di casa, non vuole essere toccato da nessuno, e lavora a distanza per l’agenzia di Leo come grafico.

Un giorno Leo è costretto ad andare a ritirare personalmente i disegni di Marco a casa sua, e i due si incontrano per la prima volta. Marco entra così nella sua vita: tutto si confonde, niente è più certo e mantenere quell’antica promessa diventa sempre più difficile.

Possono due persone guarirsi a vicenda?
Possono due paure che si scontrano annullarsi tra loro?

 

Il segno della fenice è stata una bella scoperta nel panorama del self publishing italiano; una storia non esattamente originale ma con un paio di spunti interessanti e una scrittura gradevole che mi ha fatto passare un paio di ore in buona compagnia.

La storia rappresenta un gap importante tra due personaggi molto lontani sia per età che per background personale, ma quello che li lega è più forte degli ostacoli che trovano sulla loro strada, ostacoli molto diversi ma che diventano una sorta di muro per entrambi che insieme imparano a distruggere con grandissima forza di volontà.

Ho apprezzato che la storia non fosse troppo drammatica, la sinossi in effetti ci fa aspettare forse qualcosa di più di quello che poi andiamo a leggere, ma in effetti la storia è apprezzabile proprio perché leggera e concentrata solo sui protagonisti principali.

Leo era solo un ragazzo quando vide morire Massimo, il suo ragazzo con il quale era molto legato e con cui pensava avrebbe passato il resto della propria vita. Una promessa fatta simbolicamente in punto di morte chiede a Leo che non lo dimentichi, che lo ami per sempre e Leo prende quella promessa come una missione di vita, come un obiettivo: non innamorarsi di nessun altro.

Le storie da una botta e via, i divertimenti, i flirt vanno bene ma è l’amore che non può più reclamarlo a causa di quella promessa. I romanzi d’amore, i film ma anche la vita vera ci hanno insegnato tuttavia che alcune cose non possono essere decise a tavolino, che per quanto una persona possa essere determinata, la testa e il cuore non possono essere governati in maniera così arbitraria e l’incontro con Marco, un ragazzo di vent’anni più giovane diventa per Leo una forza più grande da combattere e l’inevitabilità che ha cercato di contrastare per oltre vent’anni si è alla fine manifestata.

Marco però non è solo un ragazzo molto più giovane, ma anche un ragazzo con una grave agorafobia e un disturbo ossessivo compulsivo che lo hanno portato negli anni, e in mancanza di una vera terapia, a rinchiudersi in casa, ad avere tutta una serie di rituali che per quanto bizzarri e strani agli occhi di un estraneo, rappresentano per lui un calmante alla sua mente imbizzarrita, un sapere che certe cose non cambieranno e che lui potrà avere il controllo.

Per quanto abbiano quindi degli ostacoli molto grandi da affrontare, Leo è dolcissimo e molto paziente nel non trattarlo come un malato ma cercando sempre di spronarlo, tenendo però sempre a mente i suoi limiti, non forzandolo mai troppo e nel frattempo accorgendosi che i sentimenti per quel ragazzo stanno diventando sempre più forti.

I personaggi sono entrambi ben caratterizzati, anche se ho notato un’enfatizzazione maggiore per il personaggio di Marco; Leo è quello pacato, tranquillo, l’adulto delle situazione che si trova a un bivio: restare per sempre da solo oppure abbracciare quel nuovo lampo di vita sotto le sembianze di un giovane che ama?

La sua sofferenza tuttavia è palpabile ma l’autrice è stata brava a bilanciarlo e a non renderlo troppo stereotipato. Cosa purtroppo che non posso dire dell’altro personaggio, Marco, che ho trovato a tratti un po’ troppo esagerato, troppo concentrato nella propria testa e fin troppo circoscritto, un personaggio che avrebbe avuto un gran bel potenziale se messo nelle condizioni di poterlo manifestare.

Nonostante questo comunque è un libro che ho apprezzato, anche se con qualche imprecisione nell’uso della punteggiatura è una lettura davvero molto carina che mi sento di consigliare.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2019 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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