Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “MATAJUR – Forbidden Colours” di Myrddin Emrys – 25 Settembre 2019

TITOLO: Matajur – Forbidden Colours
AUTORE: Myrddin Emrys
CASA EDITRICE ITALIANA: Self Publishing
GENERE: Storico
E-BOOK:
PAGINE: 
428
PREZZO: 2,99 € su Amazon (Disponibile su Ku)
USCITA: 25 Settembre 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTO: Matajur: Forbidden colours

TRAMA: In una società che separa nettamente i vari ceti sociali, Nazario e Thorsten non potrebbero essere più diversi: il primo è figlio di operai, l’altro di un benestante prussiano. Ma è anche una società che lentamente si sta sgretolando e quando i due giovani si conoscono, durante il capodanno del 1910, non possono fare a meno di osservarsi con diffidenza. La situazione dura fin quando i sentimenti non prendono il sopravvento: il loro amore riesce a superare le barriere sociali, fino a scontrarsi con qualcosa che non avrebbero mai potuto immaginare.

Per questi due uomini, costretti a indossare divise diverse, la Belle Époque termina sulle vette del monte Matajur.

 

Nati entrambi nel 1893, Thorsten e Nazario non potrebbero essere più distanti: il primo è tedesco, nato in una famiglia altolocata e con un destino già scritto che prevede scuola militare e matrimonio con una ragazza di buona famiglia, il secondo invece è un ragazzo italiano che, nonostante la famiglia modesta, è riuscito a frequentare la scuola militare e a elevarsi dalle sue umili origini, andandosene dal piccolo paesino che ama ma che gli sta stretto.

Durante il capodanno del 1909 un caso fortuito li fa incontrare nella villa di Francesco, nobile compagno di corso di Nazario e cugino di Thorsten, dove insieme a Gerdt, miglior amico del tedesco, e altri ricchi rampolli italiani, intendono iniziare il 1910 tra festeggiamenti e ragazze compiacenti; una strana antipatia e attrazione sconvolge i due ragazzi, ignari fino a quel momento di essere dei “pervertiti” o “deviati”, come a quei tempi erano definite le persone omosessuali.

Questo incontro cambierà la loro vita per sempre, rimanendo legati da un forte sentimento nonostante sia la società che la storia siano contro di loro, divisi tra nazioni diverse, obblighi famigliari e militari, morale comune e sogni impossibili.

Il romanzo inizia nel 1914 con lo scoppio della Grande Guerra e per tre lunghi e terribili anni seguiamo i due giovani sui versanti opposti dei combattimenti, tra paura e orrore, speranza e delusione, con un solo pensiero nel cuore: ritornare a casa e rivedere la persona amata.

Partiti con l’incoscienza e i grandi ideali della gioventù, ben presto vedranno perire tutte le loro illusioni e sogni di gloria, spazzati via dal sangue, dalla fame e dagli stenti.

“Anche lui, quando era partito, lo aveva fatto con il sorriso degli incoscienti, con la certezza di essere nel giusto, di combattere per riprendersi le terre che l’Austria aveva sottratto all’Italia e spesso si era divertito ad ascoltare i vari dialetti che pullulavano nel suo battaglione.

Ora, dopo quasi un anno, aveva visto troppe morti, troppi feriti e mutilati per la conquista di un fazzoletto di terra per poi perderlo in poco tempo, rendendo vani i sacrifici degli uomini. Un’intera generazione falciata via, senza un reale motivo, impantanata in trincee dove ne uscivi solo morendo.”

Con abili flashback l’autrice ci svela la storia di Nazario e Thorsen, il loro romantico e appassionato amore, ma anche le traversie, le incomprensioni e i tradimenti che li hanno fatti allontanare, facendoci immedesimare nelle loro vicende e rivivendo la Grande Guerra, fino al tragico scontro sul monte Matajur.

Cosa ne sarà di loro, moriranno tragicamente al fronte o soccomberanno alla terribile influenza spagnola? Cosa ne sarà delle loro famiglie, dei loro amici e dei loro Paesi divisi dalla guerra ma accumunati dalla povertà, dai lutti e dai molti reduci tornati menomati e segnati dagli orrori dei combattimenti?

Nonostante una partenza un po’ lenta, appesantita nella prima parte dalle intense vicende di guerra, il romanzo mi è piaciuto moltissimo non solo per l’ottima scrittura e l’accurata ricerca storica ma anche per la bella e credibile storia d’amore dei due protagonisti, cosa non facile nei romanzi storici con protagonisti gay.

Ammetto di essermi immedesimata e anche commossa, ripensando al mio nonno paterno e ai suoi fratelli che hanno combattuto in questo crudele conflitto e che fortunatamente sono ritornati sani e salvi, ma anche ricordando la mia bisnonna materna morta di spagnola; ricordi tramandati dai parenti insieme alle poche fotografie d’epoca ma certo non vivi come la testimonianza a voce o la fedele ricostruzione storica ed emotiva che ho scoperto in questo romanzo.

Consigliato a chi ama la storia e vuole un romanzo diverso dal solito, una storia originale e coinvolgente.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 26 settembre 2019 da in Recensione, Romance, Storico con tag , , , .

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