Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “BLUE UMBRELLA SKY” di Rick R. Reed – 29 Ottobre 2019

TITOLO: Blue Umbrella Sky
AUTORE: Rick R. Reed
TRADUZIONE: Daniela Righi
GENERE: Contemporaneo
COVER ARTIST: Reese Dante
E-BOOK:
PREZZO: € 6,31 su Amazon
PAGINE: 182
USCITA: 29 Ottobre 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Basso
LINK PER L’ACQUISTO: Blue Umbrella Sky (Italiano)

TRAMA: Milt Grabaur ha lasciato la sua vita, la sua casa e la sua carriera di insegnante in Ohio per ricominciare da capo. Il parcheggio per roulotte Summer Winds di Palm Springs, vicino alla catena montuosa di San Jacinto, sembra il posto ideale per dimenticare gli anni trascorsi ad assistere l’adorato marito malato di Alzheimer fino agli ultimi istanti di vita.

Billy Blue ha l’aspetto del tipico surfista californiano; un tempo sognava di fare il cantante ma adesso lavora in un supermercato e vive in una roulotte al Summer Winds. La sua priorità è superare la dipendenza dall’alcol, che lo ha costretto a rinunciare ai suoi sogni.

Billy è subito attratto dal suo nuovo vicino, quell’uomo dagli occhi grigi la cui tristezza e solitudine risvegliano in lui un sentimento che non ha mai provato prima: il vero amore.

Quando un temporale estivo provoca un’inondazione che danneggia la casa di Milt, Billy va in suo soccorso, con la speranza di conoscerlo meglio… e forse iniziare una relazione romantica.

Tuttavia, Milt è ancora devoto al suo defunto marito e teme che cedere all’attrazione per qualcun altro sia un tradimento.

Riusciranno i due uomini a liberarsi del peso del loro passato e a scoprire che proprio l’amore li può salvare?

 

Blue umbrella sky è il nuovo libro di Rick Reed, in cui l’autore affronta il tema del lutto.

Milt, un uomo di una quarantina d’anni scappato dalla sua vita, dalla sua casa, dal suo lavoro e anche dagli amici e si è rifugiato nella sua nuova casa, una roulotte nel bel mezzo del nulla. Milt è vedovo da poco più di un anno, quando una malattia gli ha portato via il suo compagno di vita, il suo migliore amico, il suo amante, il marito con cui era sposato da molti anni e con cui sperava di poter invecchiare. La vita però ha giocato loro un brutto scherzo quando Corky, l’amato compagno, ha iniziato a dimenticarsi le cose, a essere confuso, a mostrare segni che qualcosa non andava per poi affondare in quella malattia così crudele che lo ha trasformato. Milt ha conosciuto il compagno nella sua veste più affettuosa, per poi trovarsi a fronteggiare un estraneo, capace di picchiarlo senza intenderlo veramente ma agendo attraverso la malattia.

La storia viene narrata attraverso più livelli temporali, da due diversi punti di vista. Da Milt che da una parte vive gli ultimi istanti col marito, un periodo drammatico in cui il suo compagno è ancora vivo ma allo stesso tempo sembra non esserci più, e lui deve fare i conti con una realtà in cui è già solo, in cui sta affrontando già il lutto per la perdita che avverrà a breve. Dall’altra parte Milt vive nel presente, dove è appunto scappato dalla sua vecchia vita e da ricordi spaventosi e vive alla giornata, senza mai uscire o incontrare chicchessia ma rimanendo rintanato nel suo piccolo angolino con la sola compagnia di Ruby, il suo cane, che sembra essere il suo unico amico. Ma come dice il famoso detto, gli amici si vedono nel momento del bisogno, e anche se non si può proprio considerarlo un amico, Milt viene letteralmente salvato dal suo vicino durante un nubifragio. Un vicino molto giovane e molto attraente che porta Milt e il suo cane a casa con sé e diventa per lui un buon amico.

Billy è giovane, molto più giovane di Milt ma anche lui ha i suoi demoni, demoni con le sembianze di bottiglie di alcol a cause delle quali ha rovinato la propria vita, ha sprecato il suo dono e solo nel momento in cui ha capito di aver toccato il fondo, ha avuto la forza di tirarsi su, di non buttare via completamente la propria esistenza.

Questo libro non è stata una lettura facile o leggera, anzi; il tema del lutto è molto presente, quasi ingombrante rispetto a tutto il resto, i pensieri di Milt in particolare, nonostante siano molto profondi e giusti e capibili, alla fine diventano noiosi e ripetitivi, rendendo la lettura pesante e monotona. Il suo personaggio infatti rimane fino alla fine quasi statico, impantanato nei propri pensieri che sono sempre uguali, mentre Billy è il personaggio che si dà più da fare, che vuole reagire, che però trova un muro ogni volta che esce da un percorso sicuro e che finisce per essere un uomo-zerbino. In particolare le interazioni tra i due protagonisti sono molto morigerate, i due rimangono a un passo di distanza fino quasi alla fine e anche allora il finale rimane molto stringato e poco concernente la storia appena nata.

Devo essere sincera, se all’inizio ho apprezzato il trattare la morte di un compagno di vita e il lutto in maniera approfondita, dalla metà in poi il libro è diventato pesante, ripetitivo, con il personaggio di Milt che inizialmente commuove per il suo piangere la morte del compagno ma che alla fine diventa pedante ed esagerato, esasperando il suo modo di pensare fino all’eccesso.

Un libro che affronta molti temi drammatici come appunto il lutto, l’alcolismo, il senso di colpa, la morte… una lettura complessa che però, per quanto mi riguarda, non ha ingranato per la lentezza con la quale è stato affrontato.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 15 novembre 2019 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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