Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “BEYOND THE SEA” di Keira Andrews – 31 Dicembre 2019

TITOLO: Beyond the sea
AUTORE: Keira Andrews
TRADUZIONE: Ciro Di Lella
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 4,99 su Amazon
PAGINE: 322
USCITA: 31 Dicembre 2019
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto
LINK PER L’ACQUISTO: Beyond the sea (Edizione italiana)

TRAMA: Due uomini etero. Un’isola deserta.

Pur di non stare a guardare il fratello che si distrugge con la droga come ha fatto il padre, Troy Tanner decide di lasciare la sua band di successo nel bel mezzo di un tour. Su un jet privato che lo sta riportando a casa dall’Australia, si ritrova a volare sopra il sud del Pacifico con il pilota Brian Sinclair. A seguito di un incidente traumatico, Brian ha perso l’amore per il volo e per la vita, ma ora deve combattere insieme a Troy per sopravvivere a un ciclone tanto terribile quanto improvviso.

Lontani da ogni segno di civiltà, l’acqua turchese e le spiagge di sabbia bianca appaiono loro come un paradiso. Ma anche dopo essere riusciti ad accendere un fuoco e a imparare a pescare, la minima infezione potrebbe rivelarsi fatale. I giorni si trasformano in settimane e, senza soccorsi all’orizzonte, Troy e Brian si avvicinano e la loro amicizia diventa desiderio.

Proprio mentre stanno scoprendo se stessi, imparando che la sessualità non significa solo essere etero o gay, il mondo che si sono costruiti torna nel caos. Potrà ancora durare il loro amore, una volta lasciata l’isola

 

Il nuovo libro di Keira Andrews, Beyond the sea, inizia come molti altri libri che hanno avuto come protagonisti delle rockstar: musica, folla, sesso, droga, sballo e una vita di eccessi. Una storia come tante altre, con dei ragazzi ancora giovani che sono diventati famosi per caso, adorati da decine di migliaia di fan ma che si sono distrutti la vita, con droghe e alcol. L’evento catalizzatore è proprio la presa di coscienza di Troy che non riesce più a sopportare l’autodistruzione della band, in particolare del fratello Tyson, e in un momento di lucidità decide di abbandonare tutto e tornare a casa.

Aveva continuato sulla strada tracciata per lui, esibendosi come una foca ammaestrata. Ma era arrivato il momento di assumere il controllo della sua vita.

Quello che appunto inizia come una storia come altre diventa però ben presto una lotta per la sopravvivenza quando il jet su cui viaggia Troy precipita a causa di una grossa perturbazione e i problemi che fino a quel momento gli erano sembrati insormontabili diventano delle inezie; ora la preoccupazione più grande è sopravvivere, non farsi prendere dal panico e sperare nei soccorsi.

Troy e Brian quindi, il primo ufficiale di bordo e secondo pilota, sopravvissuto anche lui per fortuna o destino, si ritrovano insieme su un’isola deserta, senza nessun altro essere umano nelle vicinanze e con la prospettiva di doversi procurare da mangiare e da bere per poter sopravvivere. Subito i due si danno manforte, solo da soli perciò devono contare l’uno sull’altro e Troy, invece dell’immagine da ragazzaccio viziato che era sempre stato costretto a mostrare, si rivela essere un ragazzo gentile, forte, disponibile, assolutamente all’opposto di come Brian se lo immaginava.

Brian stesso, nonostante sia più grande e sia la persona che dovrebbe prendere le redini della situazione, è un uomo che si porta dietro un grosso trauma che gli ha segnato la vita e che lo ha fatto fuggire dalle persone che amava e dai suoi amici per rifarsi una vita di solitudine.

Ripensò agli ultimi anni della sua vita e si accorse che ormai era andato oltre il semplice godersi qualche momento di solitudine: era diventato un eremita da quando era scappato in Australia.

Non ci sono dubbi che questo sia un libro molto intenso; l’autrice è stata eccezionale nel trasmettere tutta l’ansia, terribile e soffocante, il senso profondo di angoscia, il paradossale senso di claustrofobia dei due protagonisti nell’essere prigionieri su un’isola in mezzo all’oceano senza possibilità di fare alcunché, il senso di ineluttabilità, di rinuncia. La consapevolezza che i soccorsi potrebbero non arrivare mai.

«Urla! Vuoi che mi metta a urlare con te?» Brian buttò la testa all’indietro e lanciò un urlo carico di tutta la tensione e la paura che lo stavano attanagliando. Gli faceva male la gola, ma lasciarsi andare gli stava facendo bene. Dopo un secondo si accorse che anche Troy stava urlando. Brian gli si sedette vicino, un braccio stretto attorno alle spalle, e insieme gridarono nella notte indifferente.

Una storia emotivamente intensa che però alleggerisce un po’ i toni quando i due protagonisti, ormai consapevoli del loro destino, si avvicinano, all’inizio per necessità che però ben presto diventa un bisogno irrefrenabile, un’attrazione magnetica e irresistibile che però deve fare i conti con il ritorno alla vita, alla realtà, al mondo civile che li aveva creduti morti.

Non aveva senso, ma non poteva più negare quello che il cuore gli urlava con ogni battito. Lo amava. Lo voleva. Una verità da cui non poteva più scappare. Da cui non voleva scappare. Non quella volta.

Un libro molto bello, molto intenso che consiglio.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 dicembre 2019 da in Contemporaneo, Recensione in anteprima, Romance con tag , , , .

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