Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “LA CROCE E IL LUPO” di Harper Fox – 26 Febbraio 2020

TITOLO:  La croce e il lupo
AUTORE: Harper Fox
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
TRADUZIONE: Claudia Milani
GENERE: Storico
E-BOOK:
PREZZO: € 4,99 su Amazon
PAGINE: 421
USCITA: 26 Febbraio 2020
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTO: La croce e il lupo

TRAMA: Caius non è proprio sicuro della sua vocazione monastica. Certo, apprezza la sua vita di studio e lavoro all’interno della remota comunità di Fara, ma nelle sue vene scalpita lo stesso sangue guerriero degli antichi antenati romani, ed è solo tra le braccia del gentile amico e amante Leof che riesce a trovare un po’ di pace.
Quando però Leof viene ucciso dai vichinghi durante una razzia, Cai non è per niente disposto a porgere l’altra guancia e desidera solo potersi vendicare. L’occasione gli si presenta quando si imbatte in Fenrir, un giovane pirata vichingo in fin di vita e abbandonato dai compagni sulla spiaggia. Ma invece di impugnare una spada e cercare quella giustizia che il suo cuore tanto brama, Cai si trova a disobbedire al suo stesso abate e a usare le sue abilità di guaritore per salvare il proprio nemico.
All’inizio, il vichingo ripaga la sua generosità con un atteggiamento sdegnoso e aggressivo, ma con il passare del tempo, si lascia conquistare dalla sua generosità; mentre Cai, che aveva abbandonato l’idea di poter amare ancora, sente nascere dentro di sé una nuova e profonda attrazione.
Nonostante il sentimento sbocciato tra loro, però, Fen non riesce a dimenticare la lealtà che deve alla sua gente e fa di tutto per scoprire il segreto di Fara: un potente talismano che potrebbe rendere i vichinghi invincibili e distruggere per sempre il loro amore.

 

È difficile trovare le parole migliori per rendere giustizia a una storia così particolare, imprevedibile, complessa e sfaccettata. Se dovessi essere sintetica, vi direi che è bellissima e che ve la consiglio caldamente, ma sarebbe una misera recensione e allora cercherò di spiegarvi quale sia il mio parere.

Anzitutto la trama è ambientata nel lontano 600 dopo Cristo, nell’alta Britannia, oltre il Vallo Adriano, fra terre di confine – ai confini del mondo – e povertà.

Caius è un giovane uomo, primogenito di un capoclan della zona, che ha scelto la via della religione anziché quella della spada, come vorrebbe suo padre; ma in lui scorrono comunque l’antico sangue dei suoi avi, coraggiosi combattenti romani, il loro ardore e l’intraprendenza.

Nel piccolo e sperduto convento di Fara, l’ultimo avamposto di quella civiltà, un gruppo di frati sono guidati da un saggio abate esiliato lassù in odor di eresia, che mescola messaggi cristiani a lezioni di astronomia, insegnamenti di scienza e preghiere. Caius ama quella conoscenza, quel miscuglio fra sacro e profano, fra gli dèi dei suoi antenati, la mescolanza druida delle tradizioni e gli insegnamenti cristiani.

L’arrivo inatteso e terribile dei vichinghi, che razziano e incendiano tutto, trasforma ogni cosa e innesca una serie di cambiamenti in Caius e in tutto il monastero. Una di quelle scorribande incivili lascia dietro di sé un uomo ferito quasi a morte, un vichingo pericoloso e affascinante che Caius salva contro ogni prudenza.

Fenrir, il Lupo, è letale e imprevedibile come l’animale che lo rappresenta, ma col tempo si fa addomesticare dal monaco e impara a integrarsi nella comunità, anche se non è semplice né indolore per nessuno.

Quando l’amore fra Caius e Fenrir sboccia, a sfavore del buonsenso, l’onore e le rispettive convinzioni, non siamo al lieto fine, ma all’inizio di un viaggio ben più lungo e complesso. Ci sono diverse parti intime e sensuali, ma non particolarmente descrittive e troppo esplicite.

La storia è la narrazione della crescita di Caius, da giovane di belle speranze e ingenuità, che deve maturare in rapporto a se stesso e con gli altri, deve soffrire e scoprire molte cose, belle e brutte, dolci e amare. Ho adorato lo sviluppo di questo personaggio che non si può non amare. Ha una caratterizzazione incredibile che merita di essere apprezzata.

Anche Fenrir rimette tutto in gioco, pur conservando il proprio retaggio e la tradizione che lo accompagna. Leggere della sua evoluzione è stato altrettanto appagante.

Ma insieme ai protagonisti ci sono molti altri personaggi, dai monaci ai poveri bifolchi abitanti dei villaggi, passando per figure più o meno misteriose, forse magiche, forse divine, forse ciarlatane, che però arricchiscono la storia dando quel tocco in più di mistero e magia, com’è giusto che sia in una terra in cui varie credenze e fedi si sono mescolate e intrecciate.

Fino alla fine la conclusione non è scontata, perciò – anche se il libro è bello lungo – non c’è tempo di annoiarsi, merito di una trama ben architettata e di un’ottima traduzione.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2020 da in Recensione in anteprima, Romance, Storico con tag , , , .

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