Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “UN’INATTESA ATTRAZIONE” – Serie Sins of the cities #1 – di K.J. Charles – 10 Marzo 2020

TITOLO: Un’inattesa attrazione
AUTORE: K.J. Charles
TRADUZIONE: Chiara Fazzi
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Storico
SERIE: Sins of the Cities #1
E-BOOK:
PREZZO: € 3,99 su Amazon
PAGINE: 276
USCITA: 10 Marzo 2020
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio

TRAMA: Nel primo emozionante volume della nuova serie vittoriana firmata da K.J. Charles, un segreto amore romantico e un mistero inquietante legano due uomini singolari.

Tenutario di una pensione, Clem Talleyfer ama la vita tranquilla. È felice dei suoi hobby, del suo lavoro, e soprattutto del suo inquilino Rowley Green, con il quale ha stretto amicizia durante le lunghe serate insieme accanto al fuoco. Se solo l’ordinato, preciso e irresistibile signor Green fosse interessato a qualcosa di più dell’amicizia…

Rowley desidera soltanto essere lasciato solo, almeno finché non conosce Clem, con i suoi modi strani e affascinanti e i suoi magnifici occhi. Due uomini silenziosi, che alloggiano nella stessa casa e raggiungono un’intesa: potrebbe essere perfetto. Ma il corpo brutalmente assassinato di un altro inquilino viene gettato sulla soglia dell’abitazione, mandando in pezzi la loro pacifica esistenza.

Clem e Rowley si trovano coinvolti in un mistero, minacciati su tutti i fronti da uomini violenti, mentre la letale nebbia di Londra si chiude su di loro. Per riuscire a cavarsela, la coppia dovrà imparare a condividere i propri segreti… e il proprio cuore.

 

Arriva in Italia una nuova serie nata dalla penna di K.J. Charles e sono ben felice di condividere la mia gioia con voi, perché lo storico è un sottogenere di m/m ancora poco sviluppato.

Questo primo volume è ambientato in una Londra di metà ‘800, una città sporca, malsana, caliginosa e i protagonisti ce la descrivono molto bene, alternandosi nella narrazione e nelle rispettive introspezioni.

Clem è un giovane uomo mezzo indiano e mezzo inglese. Per vivere fa il gestore di una pensione in una zona umile della città e i suoi inquilini lo tengono occupato con i loro comportamenti, i caratteri particolari, i loro capricci. Clement si impegna molto in quello che fa e ama il suo compito, ma non è semplice per lui gestire tante cose, perché soffre di un disturbo – probabilmente è un disturbo da deficit della coordinazione, chiaramente non diagnosticato a quel tempo – che lo porta a odiare i luoghi affollati e rumorosi, gli eccessivi stimoli, i movimenti bruschi, e troppe cose da fare insieme o da ricordare. Per superare questi ostacoli, Clem usa la sua routine collaudata e delle strategie assodate, anche se ci sono sempre degli imprevisti da affrontare.

Il suo inquilino più tranquillo è il signor Rowley, che di mestiere fa il preservatore, in altre parole è un tassidermista, ed è un tipo calmo, taciturno, educato. Anch’egli convive con un difetto visivo grave che, assieme al suo passato, lo rende diffidente verso i rapporti umani.

Fra i due uomini c’è un’affinità caratteriale e, a furia di proporre serate davanti a un tè e due chiacchiere, nasce prima un’amicizia e poi un tenero sentimento.

La loro monotona quotidianità è infranta quando l’inquilino più odioso della casa viene ritrovato morto proprio all’ingresso e questo dà il via a una serie di eventi tragici e incidenti che li coinvolgono da vicino, svelando anche alcuni loro segreti.

Come potete capire, la storia non è solo un m/m romance storico, ma anche un buon giallo con suspense, con la voglia di capire chi ci sia dietro l’omicidio e quale fatto inconfessato sia il motore di troppi eventi efferati.

I nostri eroi sono, loro malgrado, al centro delle investigazioni e degli incidenti, mentre la loro storia d’amore si va sviluppando.

La trama è uno spaccato realistico dell’epoca, sia per la vita condotta dai nobili sia per quella della povera gente. Ho apprezzato la credibilità con cui è gestita l’attrazione di Clem e Rowley, le mille accortezze di un legame che avrebbe potuto portarli alla morte per sodomia. Interessante anche il circolo di uomini ‘con le stesse inclinazioni’, che per sfuggire alle regole dell’epoca le hanno aggirate a modo loro, aiutandosi e sostenendosi a vicenda.

La parte romance e quella gialla sono ben amalgamate e intrecciate fino alla fine, in cui abbiamo una parziale conclusione perché questo è il primo volume di una serie e alcune cose vengono chiarite, mentre un filo conduttore ci introduce verso nuove avventure e cose ancora in sospeso.

Forse è solo una mia impressione personale, ma l’unica cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è l’uso di un certo registro linguistico, in particolari frangenti, che ritengo anacronistico. Non avendo sottomano la versione originale non so dire se è una scelta di traduzione, per rendere più immediato l’effetto delle invettive o se l’autrice stessa abbia compiuto la selezione di determinati intercalari a monte. A parte questo mio pensiero, la storia resta comunque godibile e ve la consiglio.

 

 

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