Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “L’ALBA E’ D’ARGENTO” di Ilaria Mainardi – 23 Agosto 2018

TITOLO: L’alba è d’argento
AUTORE: Ilaria Mainardi
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK: Si
PREZZO: 0,99 su Amazon
PAGINE: 154
DATA USCITA: 23 Agosto 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Basso
LINK PER L’ACQUISTO: L’alba è d’argento
 

TRAMA: Il detective londinese George Bennett è solito affogare il dolore in un paio di bicchieri di whisky. Ma la sera del 24 ottobre 1966, esattamente dieci anni dopo un evento che ha cambiato il corso della sua esistenza, una fitta dolorosa viene provocata da un sinistro richiamo: Silverwood.
Il viaggio che decide di intraprendere verso quella località, a cui è legato da antichi ricordi, porta Bennett a confrontarsi, non soltanto con un vecchio caso, chiuso troppo in fretta, ma soprattutto con l’elaborazione di un passato con il quale, obnubilato dall’alcol e straziato da sensi di colpa che crede inestinguibili, non ha ancora avuto il coraggio di fare i conti fino in fondo.

 

Questo libro per me è stato un salto nel vuoto. Non amo particolarmente i noir e l’ho iniziato a scatola chiusa, senza conoscere nulla dell’autrice e partendo con un po’ di sano scetticismo. Ora, dopo averlo concluso, posso dire di essere rimasta soddisfatta del mio piccolo “esperimento”, perché abbiamo una storia fin dalle prima pagine misteriosa e intrigante.

Il protagonista è l’enigmatico George Bennett, un investigatore cinico e distrutto dal dolore, un uomo ormai dedito all’alcool che troppo spesso si lascia annientare dai demoni del suo passato e dal fantasma di quell’amore perduto tragicamente dieci anni prima che ancora lo tormenta. Si sente vuoto, vecchio, stanco e vuole semplicemente passare tranquillamente gli anni che gli restano senza preoccuparsi di niente e di nessuno.

Sfortunatamente la vita ha altri piani per l’investigatore. Basta una misteriosa e inquietante telefonata notturna e quel nome, “Silverwood”, per spingere George a riprendere in mano le redini del proprio destino e a recarsi in quel paesino lontano, così caro al suo perduto amore. Una scelta dettata dal passato, dai ricordi, da quell’istinto che non l’ha mai abbandonato e che porteranno il detective a scoprire misteri e segreti celati dietro una quiete solo apparente e a riscoprire una parte di sé per troppo tempo trascurata.

Ci muoviamo nell’incantevole cittadina di Silverwood dove nulla è quello che sembra, un paese nel quale tutti si conoscono e dove l’unico evento eclatante sembra essere un misterioso incidente avvenuto anni prima che ha provocato la morte di Albert Anderson, stimato concittadino. Inutile dire che è proprio da questa morte misteriosa, ormai per tutti risolta e considerata un semplice incidente, che inizieranno i guai per il nostro protagonista, spinto a indagare per risolvere il puzzle di una storia tutt’altro che semplice, una storia oscura e dimenticata nel tempo e che lo porterà a scontrarsi con gli enigmatici fratelli Anderson.

Elizabeth e Arthur risultano ben caratterizzati e l’alone di mistero che li circonda spinge il lettore a voler ulteriormente indagare insieme al protagonista per scoprire tutti i segreti di quella bizzarra famiglia. Il ritmo generale è incalzante e l’investigazione strutturata con abilità per non far mai perdere il ritmo e incuriosire il lettore strada facendo. Sfortunatamente viene dato, almeno a mio avviso, poco peso al passato del protagonista, ad esempio sarebbero stati utili dei flashback legati al paesino che avrebbero permesso di conoscere meglio Edward, l’uomo che tanto aveva fatto battere il cuore all’investigatore, così come manca, in alcuni punti, una critica un po’ più incalzante a temi importanti quali l’omofobia dilagante in quegli anni e che ben caratterizzavano la famiglia del compianto Edward e il villaggio di Silverwood, così chiuso ed abitudinario. Piccoli dettagli agli occhi di molti insignificanti che però, almeno nel mio caso, hanno fatto storcere il naso e che si aggiungono al mancato approfondimento di personaggi secondari e importanti come Arthur e Red. Nonostante siano resi fin da subito distinguibili dalla massa, manca un ulteriore introspezione per quanto li riguarda e alcuni loro atteggiamenti e caratteristiche vengono lasciati all’immaginazione del lettore.

Una storia insomma intrigante che non mi ha sicuramente deluso anche se poteva, in alcune cose, essere appunto un po’ più approfondita; in ogni caso se amate il lato investigativo, i personaggi tormentati e in cerca di redenzione e volete immergervi in un storia complessa e intrigante, questo libro fa sicuramente al caso vostro e ne rimarrete impressionati. Se invece desiderate ardentemente una storia d’amore al centro della vicenda, vi conviene passare oltre perché, nonostante l’intreccio porti in sé un elemento lgbt importante e caratteristico, non si sofferma troppo su questo punto preferendo dare spazio ad altri elementi, dettaglio che può anche non essermi piaciuto molto ma che è perfettamente in linea con le esigenze narrative. Insomma, consigliato se siete alla ricerca di un noir nostrano un po’ diverso dal solito.

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 10 aprile 2020 da in Contemporaneo, narrativa, Recensione con tag , , , .

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