Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

ARTE E CULTURA… MARCO BIANCHI

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana il nostro approfondimento è dedicato al cuoco e personaggio televisivo Marco Bianchi, nato a Milano il 22 settembre 1978. Chef italiano molto apprezzato, è diplomato come tecnico di ricerca biochimica presso l’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”.

 

Grazie alle sue competenze in ambito scientifico, inizia a lavorare presso l’istituto FIRC di oncologia molecolare di Milano per poi diventare divulgatore in tema alimentare presso la Fondazione Umberto Veronesi. Ricopre il ruolo di ambassodor per EXPO 2015 e quello di direttore artistico per la Milano Food & Wellness.

Dopo 13 anni di fidanzamento, Marco convola a nozze nel 2010 con Veruska Formelli e dal loro amore, nel 2015, nasce la piccola Vivienne. Grazie alla nascita della sua primogenita, si dedica all’alimentazione durante la gravidanza, allattamento e svezzamento, seguendo contemporaneamente la dieta di sportivi come Federica Pellegrini, Filippo Magnini e i fratelli Maria e Tommaso Marconi.

Lo chef italiano si dedica anche alla scrittura e in fatti nel 2013 ottiene il Premio Bancarella della Cucina con il libro Un anno in cucina con Marco Bianchi e nel 2016 gli viene attribuito alla Camera dei deputati il premio America della Fondazione Italia USA.

 

Marco Bianchi non è mai stato molto aperto sulla sua vita privata, ma nel 2019 è finito su tutte le prime pagine del gossip dopo la notizia del suo coming out. Dopo aver preso coraggio si è aperto con la moglie Veruska, che lo ha sostenuto e gli è rimasto accanto per il bene della loro bimba a cui hanno spiegato tutto, e la piccola Vivienne ha conosciuto anche l’uomo che ha cambiato la vita di Marco e che gli ha fatto perdere la testa.

Luca Guidara è il nome dell’uomo che ha cambiato la vita di Marco, è un coach dell’ordine e fan di Marie Kondo. I due non si sono mai nascosti dopo l’inizio della loro relazione e infatti le loro pagine Instagram sono piene di immagini che li ritraggono sorridenti e felici.

 

 

“Sono stato un bambino e un adolescente cicciottello e chiusissimo e perciò bullizzato, che sentiva la confusione di provare affetto per dei maschietti, ma non erano cose di cui si poteva discutere in una famiglia fortemente cattolica, priva di strumenti, in una periferia di Milano, e che forse sentiva di avere in casa un Marco gay, ma trovavo più facile istradarmi in una vita da eterosessuale. Ricordo quando mio papà inneggiava a un documento contro l’omosessualità della Congregazione della fede, quando mia mamma chiamava “poverino” l’amico gay di mia sorella o rispondeva alla vicina che giocavo con le bambole perché mi piacevano le bambine. Cosa potevo capire? Pensavo che essere gay fosse la cosa più brutta del mondo.

L’ho detto a mia moglie una sera mentre la bimba dormiva, le ho detto “sono omosessuale, lo sono sempre stato, però ora ho capito che sto bene con te ma come amico, perché quello che va oltre, probabilmente, è con un uomo”. Il passo successivo è stato sperimentare quello che sentivo. Da lì, è arrivato l’incontro con Luca. Mia moglie mi ha abbracciato forte. Era un sogno di vita che si frantumava. E’ stato un momento in modalità terremoto, come quando hai costruito per anni e tutto, di colpo, viene raso al suolo ed è in polvere. Io mi sentivo in colpa, ma oggi so di aver fatto la scelta giusta.

 

Negli ultimi anni viaggiando spesso per lavoro mi sono trovato spesso da solo a pensare. Avevo tutto, ma sentivo che mi mancava qualcosa e non capivo cosa. E c’erano cose che non mi tornavano. Alle presentazioni dei miei libri, per dire, gli apprezzamenti femminili non mi gratificavano. Poi, la nascita di una figlia, a cui devo onestà e verità, mi ha dato lo spunto finale.

Dopo essermi dichiarato ho passato dei mesi brutti: non mangiavo, dimagrivo, avevo spasmi allo stomaco e non dormivo la notte. D’accordo con Veruska, ho preso un appartamento dove stare di tanto in tanto. Ho capito che, quando ero a casa, stavo peggio, mi sembrava di far del male a qualcuno, di essere una presenza che feriva. Dormire altrove era una prova per capire come respiravo e come stavo, se riuscivo a mangiare e a gestire quella solitudine. Poi, riportavo tutto alla psicologa che mi ha supportato.

Dirlo ai miei genitori è stato forte e liberatorio. La prima reazione di papà è stata: “Troviamo un dottore che ti aiuti”. Sono scoppiato a ridere. Ho detto: “Perfetto, non ci siamo! Questa non è una malattia, è una condizione nella quale, senza volerlo, mi avete portato”. A suo modo mio padre si è ricreduto dicendomi che l’importante era che non stessi seguendo una moda. Mia madre è scoppiata a piangere e ha confessato che certe cose le percepiva, ma non sapeva affrontarle. Il tutto è successo quando Luca era già nella mia vita. Poi, la prima cosa fatta da papà, quando ha conosciuto Luca è stato abbracciarlo.

 

Prima di dirlo a nostra figlia ci siamo consultati con il pediatra, le maestre, la psicologa e poi le ho raccontato la verità. Le ho spiegato: “Io voglio tanto bene a mamma e sei nata tu, ma ho scoperto che il mio cuore batte più forte con Luca accanto. Prima, batteva forte, ora batte a mille”. Lei è una bambina straordinaria, solare, e l’ha accettato con naturalezza. Voglio far crescere mia figlia con ideali da 2020.

Dopo un primo incontro finto-casuale con Luca, mia figlia l’ha visto per un gelato, una pizza e ora, è il “suo” Luca. E, ora, io sono che una seconda vita esiste”. (Marco Bianchi)

 

 

 

FONTI: https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Bianchi_(chef)

https://www.donnaglamour.it/chi-e-marco-bianchi/curiosita/?refresh_ce

https://cucina.corriere.it/notizie/19_settembre_01/marco-bianchi-sono-gay-amo-luca-l-ho-detto-mia-moglie-nostra-bambina-374ec790-cb39-11e9-9881-63e9a7b3e050.shtml?refresh_ce-cp

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 21 maggio 2020 da in arte e cultura con tag , .

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