Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “GLI OMICIDI DEI MONUMENT MEN” – Serie L’arte di uccidere #4 – di Josh Lanyon – 26 Maggio 2020

TITOLO: Gli omicidi dei Monument Men
AUTORE: Josh Lanyon
TRADUZIONE: Raffaella Arnaldi
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Poliziesco
SERIE: L’arte di uccidere #4
E-BOOK:
USCITA: 26 Maggio 2020
PAGINE: 202
PREZZO: € 3,99 su Amazon
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio

TRAMA: Pur avendo puntata addosso l’attenzione di un pericoloso stalker, l’agente speciale Jason West sta facendo del suo meglio per concentrarsi sul lavoro e ignorare i problemi personali.
Il suo caso più recente implica però il coinvolgimento di un membro dei Monuments Men nel furto e, forse, nella distruzione di un dipinto perduto di Vermeer che fa parte del patrimonio culturale mondiale. Il capitano di corvetta della Naval Reserve Emerson Harley, oltre a essere stato un eroe della Seconda guerra mondiale, era il nonno di Jason, il suo idolo d’infanzia. Anzi, ha giocato un ruolo importante ispirandolo a entrare nella squadra Crimini artistici dell’FBI.
Per Jason, venire a sapere che il leggendario nonno potrebbe aver chiuso un occhio sul fatto che i soldati americani, alla fine della guerra, abbiano “affrancato” opere d’arte inestimabili non è solo spiacevole. È devastante.
Jason è deciso a riscattare il nome del nonno, anche se questo significa infrangere lui stesso un po’ di regole e disposizioni, mettendosi in rotta di collisione con il suo partner nella vita, il capo dell’Unità analisi comportamentale Sam Kennedy.
Nel frattempo, qualcuno nell’ombra temporeggia…

 

Avevo letto questo quarto volume della serie “L’arte del delitto” quasi un anno fa, quando era appena uscito in lingua inglese, e devo dire che rileggerlo tradotto, dopo un anno, mi ha confermato la sua validità perché è stato coinvolgente e piacevole alla stessa maniera. Anzi, confesso che me lo sono rigoduta e il mio parere resta molto positivo!

Direi che la sinossi rende bene il contenuto generale del libro e c’è da rilevare che abbiamo già visto il nostro Jason direttamente coinvolto, a livello personale, in ricerche e soluzioni dei casi negli scorsi volumi, ma qui c’è un conflitto di interessi grosso come una casa.

Ho trovato la trama più introspettiva e pacata rispetto ai precedenti; non ‘sottotono’ – anche perché non mancano imprevisti e parti drammatiche – ma semplicemente meno adrenalinica, secondo il mio modesto parere; il che non è una pecca in sé, in quanto l’introspezione e la particolare situazione lavorativa e sentimentale hanno una soddisfacente trama da srotolare e posso assicurare che si resta comunque coinvolti nei guai dei nostri eroi.

Il giallo da risolvere e la parte sentimentale sono ben fuse e mescolate, quindi restano direttamente collegate. Come per i precedenti volumi, abbiamo due archi narrativi: uno generale, che abbiamo ereditato dai volumi indietro e qui prosegue, ma che troverà compimento nel prossimo; e un altro più breve, che inizia e si chiude qui, con una completa soluzione.

In apparenza, Jason e Sam hanno raggiunto un equilibrio come coppia. Ma dobbiamo ricordare che, sebbene nella realtà siano passati degli anni dall’inizio, fino a giungere a questo punto, nella storia si tratta di poco tempo, di mesi per l’esattezza, quindi il loro legame si sta saldando ma non è forte né costante come tutti vorremmo. Basta poco per scheggiarlo e riportarci indietro ai libri precedenti con la solita ansia e la tensione, la paura che si lascino – sembra ancora di camminare sulle uova di questo fragile legame –, che sta rendendo insofferente Jason a tal punto da trasmetterlo al lettore. Francamente (ma è il mio gusto personale, che mi ha fatto togliere mezzo punto dal totale), ha un po’ stancato anche me, perché l’abbiamo già vissuto nei libri precedenti e sono contenta che il prossimo volume porti a una conclusione definitiva, come promesso dall’autrice.

Confesso una reazione di pancia: a un certo punto avrei picchiato sia Jason sia Sam, perché ognuno di loro ha le proprie ragioni, ma amare non significa forse sostenere l’altro nel momento di difficoltà?

Questo volume si conclude con delle risposte e tante cose ancora in sospeso, ma vorrei rassicurare i lettori in ansia o quelli che, come me, odiano i cliffhanger: qui il segnale è positivo e personalmente mi sento soddisfatta e fiduciosa per come si è chiuso.

Ora non mi resta che armarmi di pazienza, dato che Lanyon ha detto proprio l’altro giorno che il quinto e ultimo volume slitterà un po’ oltre la prevista fine dell’anno, ma intanto vi consiglio questo per continuità e perché è una bella storia.

 

 

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