Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “INTO THE UNKNOWN” di Alanis Khan – 29 Marzo 2020

TITOLO: Into the Unknown
AUTORE: Alanis Khan
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: YA
EBOOK: Si
PREZZO: 1,79 su Amazon (Disponibile su Ku)
PAGINE: 206
DATA USCITA: 29 Marzo 2020
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Basso
LINK PER L’ACQUISTO: Into the Unknown
 

TRAMA: Orion, quando sogna, non ha semplici visioni, ma vere e proprie profezie. Lui ama un solo uomo: Anubis, un mistico che cela il suo volto dietro la maschera del Dio dei morti egiziano. In un certo senso i sogni lo fanno sentire simile a lui e per questo il giovane non vuole donare il cuore ad altri. Ma tutto cambierà quando conoscerà il tutor del suo corso universitario, l’enigmatico Vincent Delacroix, alto, bellissimo, capelli lunghi e occhi di tempesta. Per Orion sarà una tentazione che lo trascinerà all’inferno ma grazie a lui scoprirà che la sua vita non è altro che un girone che lo circonda da vent’anni.

 

Ambientato tra Bergamo e dintorni, questo libro vede come protagonista Orion, matricola universitaria, timido e solitario, senza genitori e allevato dall’amorevole zia Sibilla; è gay ma praticamente senza esperienza, con un’unica passione verso per lo scrittore-profeta Anubis, un uomo sconosciuto che nasconde il suo volto dietro una maschera egizia e che tramite i suoi libri diffonde notizie su complotti di sette armate e pericolose, gli Eletti, che dominano il mondo in modo crudele e senza pietà.

L’innocua passione senza futuro sembra destinata appunto a non avere futuro, mentre invece l’incontro con l’affascinante tutor Vincent sembra molto più promettente per il giovane, ma molte cose del passato e anche del presente non sono come sembrano; presto Orion se ne renderà conto e dovrà fare una scelta sofferta e dolorosa, che potrebbe cambiare il destino suo e forse del mondo stesso.

Devo ammettere che l’incipit è originale e interessante, peccato che l’intreccio si trasformi ben presto in un intrigo di trame già viste, un po’ fantasy, un po’ Star Wars, con il fascino dell’antico Egitto mischiato allo YA, tra il distopico e la realtà, insomma davvero troppa, troppa carne al fuoco per i miei gusti.

L’idea iniziale come dicevo non è male ma, ovviamente secondo il mio punto di vista, la storia è davvero troppo prevedibile e a volte persino incoerente, come anche ad esempio il comportamento del protagonista, a volte coraggioso a volte eccessivamente infantile, con un finale fin troppo semplicistico. La scrittura è discreta ma troppe parole sono desuete e molte frasi le ho trovate stereotipate, più da romanzo stile Regency che contemporaneo.

In definitiva, si legge velocemente ma non mi ha convinta, soprattutto la seconda parte della storia e quindi non mi sento di giudicarlo con un voto più alto.

 

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 30 maggio 2020 da in Contemporaneo, Recensione, Young adult con tag , , , .

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