Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “FINO ALLA FINE DELLA MIA” di Andretta Baldanza – 29 Luglio 2020

TITOLO: Fino alla fine della mia
AUTORE: Andretta Baldanza
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Sci-fi
EBOOK:
PREZZO: € 1,99 su Amazon (Disponibile su Ku)
PAGINE: 493
DATA DI USCITA: 29 Giugno 2020
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTO: Fino alla fine della mia

TRAMA: Daniel e Liam si incontrano nella cattolica Scozia alla fine dello scorso millennio e vivono una storia intensa e passionale. Per Daniel, nonostante non sia un ragazzino, è la prima volta. Malgrado i pregiudizi che si trovano a dover fronteggiare, il profondo sentimento che li lega permette loro di trovare serenità e appagamento in una relazione inaspettata e profonda, vissuta con una volontà caparbia di essere felici contro tutti e tutto. Purtroppo la felicità tanto desiderata non è così a portata di mano come potrebbe sembrare. Proprio quando le cose sembrano andare per il meglio, Danny e Liam dovranno affrontare, insieme, la prova più difficile che si possa immaginare.

«Io non lo sapevo. So che suona incredibile, ma è la verità: non lo sapevo. Ero rassegnato a rinunciare all’intimità e a vivere in solitudine, fino a quando non ho incontrato Liam. Lui mi ha regalato la mia identità. Mi ha preso per mano e mi ha condotto al centro stesso della mia vita, mostrandomi la meraviglia che, senza di lui, non ero mai riuscito a vedere.»

 

Fino alla fine della mia è il primo libro m/m di questa autrice, che fino a questo momento aveva pubblicato invece libri di genere romance mf. Un libro spin-off e anche una sorta di prequel che ripercorre la storia d’amore tra Daniel e Liam alla fine degli anni novanta.

Nonostante l’autrice abbia scritto proprio all’inizio che il libro si può leggere anche da solo, personalmente ho trovato qualche difficoltà nel contestualizzare la storia, ho avuto l’impressione di un’immersione fin troppo immediata e repentina in un contesto già ideato e sviluppato ma non spiegato, e molti perché sono rimasti senza una valida spiegazione. Ho avuto l’impressione, specialmente all’inizio, di una lettura che sembra mancare proprio di un punto di riferimento, di un ancoraggio temporale e fisico dove collocare la storia.

È vero che la storia si concentra moltissimo sul rapporto nascente tra Daniel e Liam, sul loro conoscersi e amarsi ma durante la lettura mi sono trovata spesso a chiedermi il perché l’autrice avesse inserito il tema dell’arrivo alieno, che utilità avesse ai fini della storia, perché il fatto che appunto Daniel sia in realtà un alieno che ha preso possesso di un corpo qualsiasi, non è stata utile ai fini della narrazione, come invece alla fine avevo pensato che invece avvenisse.

Anche il tema LGBT l’ho trovato un po’ artefatto, il personaggio di Daniel dice di essere attratto dagli uomini perché il corpo fisico in cui risiede era un uomo gay represso e mi sono chiesta in che misura il personaggio di Daniel fosse una semplice reminiscenza del corpo di cui ha preso possesso e quanta invece fosse del Daniel alieno, della creatura arrivata sulla Terra per studiare gli umani. In parole più semplici: Daniel è gay solo perché lo era il corpo dove al momento risiede? La sua mente personale non ha un ruolo altrettanto chiave nell’attrazione?

Una caratterizzazione del personaggio di Daniel che è sì molto atipica ma che non è nemmeno sviluppata, è presente ma così come dato di fatto, non ha un ruolo chiave e mi è sembrato non avere nemmeno uno scopo ben preciso ai fini della narrazione.

La storia tra Daniel e Liam è molto dolce, molto delicata, fin troppo in alcuni frangenti, e ho trovato una macchinazione eccessiva nella narrazione e una scelta di termini desueti, anacronistici, specialmente nella descrizione dei momenti intimi, con termini riconducibili più a un registro storico che contemporaneo.

La storia affronta molti temi importanti come l’omofobia, la malattia, l’intolleranza e infine anche la morte. Mi sento di poter dire in tutta franchezza che il bad ending ha dato una connotazione ovviamente molto negativa a una storia che invece poteva essere molto dolce e delicata, un bad ending che non mi aspettavo e che, e qui parlo da lettrice che ama le cose che vanno a finir bene, non mi ha aiutato ad apprezzare questo libro. Un avviso da qualche parte l’avrei sicuramente apprezzato.

Non intendo giudicare questa storia solo dal fatto di avere un finale triste e drammatico, senza speranza, checché ne dica il personaggio di Daniel che invece sembra trovare nuova linfa molti anni dopo grazie alla sua famiglia acquisita, anche se ovviamente ha il suo peso, ma per tutta la lettura ho sentito la mancanza di mordente, di incisività, della scintilla che mi permettesse di sperimentare emozioni forti e tangibili attraverso i due protagonisti.

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2020 da in Recensione, Recensione in anteprima, sci-fi con tag , , .

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