Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “AMERICAN KING” – Serie New Camelot Trilogy #3 – di Sierra Simone – 27 Agosto 2020

TITOLO: American King
AUTORE: Sierra Simone
TRADUZIONE: Serena Tardioli
SERIE: New Camelot Trilogy #3
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: MMF Erotico
E-BOOK:
PREZZO: € 4,99 su Amazon
PAGINE: 480
USCITA: 27 Agosto 2020
LIVELLO DI SENSUALITA’: Altissimo
LINK PER L’ACQUISTO:

TRAMA: “Due soldati innamorati. La principessa che entrambi volevano. Quanto eravamo vicini al nostro lieto fine, come sembrava a un passo da noi. E adesso…”
Mi chiamo Maxen Ash Colchester, e ho giurato fedeltà al mio paese. Poi ho giurato che il mio cuore sarebbe sempre stato loro.
Quando sono andato in guerra, ho imparato a non lasciare indietro neppure un soldato. Ma loro hanno lasciato indietro me.
Due volte ho avuto l’onore di correre per la presidenza degli Stati Uniti d’America. La prima volta col mio migliore amico e amante al mio fianco. La seconda contro di lui.
Non posso biasimare nessuno se non me stesso.
Dicono che ogni eroe tragico ha il suo punto debole, un peccato segreto, un piccolo punto cucito nel suo futuro dalla nascita. Ed eccomi qui. I miei peccati non sono più un segreto. I miei punti deboli non lo sono mai stati così tanto. E mai sono stato più vicino alla tragedia di ora.
Sono un uomo che ama, un uomo il cui amore esige molto in cambio, che non esita a bruciare quelli che ama finché non gli rimane niente. Sono un re, un re che è stato abbastanza folle da costruire il suo regno sulle ossa del passato. Anche se pensavo che stavolta potesse essere diverso. L’amore è sempre stato la fine della nostra storia – della mia, di Embry e Greer – ma potrebbe anche essere la nostra fine.
Lunga vita al re.

 

«Non spettava a te fare quella scelta,» insiste, guardandomi. «Non ho bisogno di essere protetto, non ho mai chiesto che mi mentissi.»

Finalmente!

Dopo l’introduttiva e stupefacente storia di American Queen e la storia dolorosa e piena di colpi di scena di American Prince, ora il protagonista è il Re, in questo caso il presidente degli Stati Uniti Ash Colchester, unito agli altri due da amore, passione e anche dolore, dopo i tragici e sorprendenti avvenimenti dei capitoli precedenti.

Lo avevamo lasciato dopo la liberazione di Greer e il “tradimento” di Embry, alle prese con la rivelazione di segreti che lo hanno stupito e addolorato ma che lo hanno anche messo davanti alla verità della sua vita, sulla sua sorellastra Morgan e sul loro figlio, Lyr.

Come nei libri precedenti la storia è narrata dal punto di vista alternato dei tre protagonisti, ora orientato verso Ash, e quindi i segreti che vengono svelati e gli altri avvenimenti vengono affrontati e rivisti da diverse angolazioni, ancora di più che nei precedenti romanzi, e molti “e se…” salgono agli occhi dei protagonisti ma soprattutto al lettore, preso nelle loro complesse vicende, nei loro errori, rinunce, eroismi e casualità più o meno accidentali.

Diversi personaggi sono ancora una volta rielaborati e presentati sotto nuove luci, come Morgan e Merlin, a volte pedine, a volte burattinai ma sempre con un’ombra di dolore e di sconfitta, nonostante l’apparenza di potere e ricchezza: si possono detestare ma anche comprendere, simpatizzare con loro.

Un altro conto sono i veri cattivi, qui rappresentati dal malvagio Melwas e dalla perfida e pazza Abilene, due persone diverse tra loro e con obbiettivi agli antipodi ma complici nel contrastare i nostri eroi, due personaggi crudeli e tragici perfetti nel loro ruolo e nel posto che la trama ha dato loro; indimenticabile la scena sul fiume Potomac, ineluttabile, tragica, dolorosa e a suo modo commovente, almeno per me.

Naturalmente la parte sensuale è sempre al top, moltissime pagine coinvolgenti e scritte veramente bene, come ho letto in poche altre occasioni, mentre la trama è sempre complicata e ben sviluppata, fino a un finale degno delle mie aspettative.

Due sole cose non mi hanno convinta del tutto ma certo non mi hanno fatto cambiare il giudizio finale: la cover, che a mio giudizio non c’entra nulla (ho preferito quella semplice ma azzeccata di Embry) e il finale un po’ virante al fantasy che, nonostante molti indizi e vaghi riferimenti per tutta la serie, mi ha fatto per qualche pagina storcere il naso ma ammetto che un po’ me lo aspettavo.

Ps: molto gradita la postfazione dell’autrice che spiega l’origine della serie e i vari libri che hanno influito sulla trama, buoni consigli per letture a tema arturiano e non solo, di cui prenderò spunti per letture future.

 

 

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