Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “ROOM FOR RECOVERY” – Serie Hearts and Health #4 – di DJ Jamison – 27 ottobre 2021

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TITOLO: Room for recovery
AUTORE: DJ Jamison
SERIE: Hearts and Health #4
TRADUTTORE: Mariangela Noto
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo
PAGINE: 315
PREZZO: 3,99 € su Amazon
DATA USCITA: 27 Ottobre 2021
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
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TRAMA: Beau James non ha mai dichiarato di essere gay, eppure non riesce a ingannare nessuno. Quando viene aggredito da due bulli, arriva in suo soccorso nientemeno che lo scorbutico Wade Ritter, la sua cotta a distanza. Nonostante il legame tra le loro famiglie, Wade ha sempre resistito a tutti i tentativi di Beau di diventare suo amico… sino a ora. La sua indole protettiva dà a Beau l’opportunità di fare breccia nel suo carattere burbero.

Wade considera Beau un quasi-cugino. E si impegna a continuare a vederlo solo così, perché lui rappresenta una tentazione troppo forte per un ragazzo gay deciso a restare nascosto dopo che il suo primo “coming out” è andato male. Ma quando vede dei bulli che lo tormentano, si offre di aiutarlo. Non può sapere che quella piccola crepa nella muraglia che circonda il suo cuore è tutto quello di cui Beau ha bisogno per entrare e cambiargli la vita.

Dopo anni di sbagli, Wade capisce che c’è la possibilità di recuperare. Se riuscirà ad affrontare la dura verità circa la sua sessualità e ad amarsi, forse poi riuscirà anche ad amare Beau.

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Con “Room for recovery”, quarto volume della serie “Hearts and Health”, ambientata ad Ashe, immaginaria cittadina del Kansas, DJ Jamison ci presenta una storia delicata, ricca di dolcezza, ma nello stesso tempo incentrata su temi importanti.

In questo romanzo ho particolarmente amato il modo con cui l’autrice ha delineato i due protagonisti, mostrandoci il loro mondo interiore complesso e ricco di sfumature, costruito in modo da essere coerente sia con la loro giovane età che con il loro vissuto. Beau James e Wade Ritter sono poco più che diciottenni, ma nello stesso tempo mostrano una grande profondità nell’espressione dei loro sentimenti e nei loro gesti.

La narrazione, attraverso una scrittura fluida e brillante, risulta molto coinvolgente con una sequenza di avvenimenti che riesce a mantenere viva l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina. A tal fine, è importante segnalare che le premesse di questa storia sono contenute nel terzo volume della serie, “Urgent Care” (da leggere prima di questo), in cui già si narra della decisione della famiglia Ritter di trasferirsi da Kansas City ad Ashe per iniziare una nuova vita dopo il suicidio di Byron, il padre di Wade.

In “Room for recovery”, quindi, scopriamo che cosa è realmente accaduto a Wade poco prima del suicidio del padre e nei tre anni successivi al suo trasferimento ad Ashe. È impossibile non provare dolore per il fallito tentativo di Wade di farsi accettare dal padre dopo avergli rivelato di essere gay, considerato, oltretutto, che l’uomo si toglie la vita il giorno dopo. Il conseguente rifiuto della propria sessualità, il senso di colpa legato alla convinzione di non essere all’altezza dei desideri del padre, il terrore di essere stato la causa di quel suicidio, sono tutti elementi che spingono Wade a diventare chiuso, introverso, e insofferente. Tutto questo fino a quando Beau non entra prepotentemente nella sua vita.

Beau è un ragazzo dolce e generoso. La sua bontà d’animo è la molla che lo spinge a voler diventare infermiere, per poter stare vicino ai malati e consolare soprattutto coloro che non hanno familiari e amici che possano assisterli. Non può fare a meno di avvicinarsi a Wade, soprattutto perché le loro famiglie sono inevitabilmente unite (i loro rispettivi zii, Xavier e Trent, sono sposati), ma deve affrontare la totale chiusura di Wade e i suoi ostinati rifiuti, almeno fino a quando due bulli non cercano di fargli del male e Wade non interviene a difenderlo.

La storia fra Beau e Wade è un lento e graduale avvicinamento, un’amicizia che diventa sempre più forte e intensa, ma che ha già in sé tutti gli elementi per potersi evolvere verso qualcosa di più profondo, considerata la reciproca attrazione tenuta nascosta per lungo tempo.

In questo romanzo si parla di molti temi importanti, tra cui il bullismo e l’omofobia, ma l’autrice riesce comunque a mantenere un tono leggero e brillante, pur senza perdere di vista la componente introspettiva e riflessiva. “Room for recovery” è, dunque, un libro che consiglio fortemente, una storia d’amore e di formazione che fa comprendere l’importanza dell’accettazione di sé per poter vivere in modo sereno e raggiungere il proprio equilibrio interiore.

4 bandiere e mezza

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Questa voce è stata pubblicata il 3 dicembre 2021 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , , .

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