Tre libri sopra il cielo

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POESIA DI UN UOMO PER UN UOMO

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Buongiorno amici e amiche, oggi il blog riprende le sue normali attività e per la rubrica delle poesie vi proponiamo un componimento di Walt Whitman, poeta, scrittore e giornalista statunitense, molto conosciuto per essere l’autore, tra le altre cose, della raccolta poetica Foglie d’erba, pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855.

Fu cantore della libertà e, soprattutto, dell’essenza di quello che diventerà successivamente “Il sogno americano“. Dalla sua opera proviene la celeberrima ode che inizia con il verso «O capitano! Mio capitano!» (filo conduttore del film L’attimo fuggente).

Questo componimento è tratto da Calamus, gruppo di poesie all’interno della raccolta sopra citata, che celebra e promuove “l’amore dell’uomo per l’uomo”. La maggior parte dei critici ritiene che in queste poesie si trovi l’espressione più chiara delle idee di Whitman sull’amore omosessuale.

“Calamus” trova la sua origine in un manoscritto inedito intitolato “Live Oak With Moss”, contenente dodici poesie scritte nella primavera del 1859. Queste poesie furono inserite tutte (ma non nella loro sequenza originale) nella edizione di “Foglie d’erba” del 1860. Le poesie sembrano raccontare la storia di una relazione tra l’Autore e un amante e, lette nella sequenza originale, esprimono amore e delusione, risultando insolitamente personali e sincere anche per lo stile intimista di Whitman. È per questo che il manoscritto ha un’importanza fondamentale nel dibattito sull’omoerotismo o l’omosessualità dello scrittore. La sequenza originale delle poesie rimase sconosciuta fino al 1953, quando fu resa nota in un articolo di Fredson Bowers.

IGNOTO CHE PASSI

Ignoto che passi, tu ignori con qual desiderio ti seguo degli occhi,
devi esser colui che cercavo, o colei che cercavo, (lo sento siccome in un sogno,)
in qualche luogo di certo ho trascorso con te una vita di gioia,
tutto ricordo, l’istante che ci incrociamo, mutevoli, amanti, casti, maturi,
tu sei cresciuto con me, sei stato fanciullo, fanciulla con me,
io ho mangiato con te, ho dormito con te, il tuo corpo non è più soltanto tuo, ha lasciato il mio corpo non più solo mio,
tu m’offri il piacere, passando degli occhi, del volto, della tua carne, e in cambio derivi piacere dalla mia barba, dal petto, e dalle mani,
io non ti devo più parlare, devo pensarti allorquando son solo, o solitario mi sveglio di notte,
e devo attendere, perché non dubito che torneremo ad incontrarci,
e allora dovrò cercare di non perderti più.

Quasi per caso, di sfuggita, alla fine di una poesia tra centinaia, Whitman ci rivela da che cosa è nato il suo grande poema:

Ho amato una certa persona ardentemente e il mio amore non fu corrisposto eppure per quell’amore ho scritto questi versi”.

 

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Fonte: http://www.wikipedia.it

Il romanticismo non è prerogativa femminile. Le parole d’ amore sono di tutti proprio perchè l’ amore non ha sesso. Per chiunque voglia condividere con noi e con i nostri lettori pensieri e parole rivolti alla persona amata, scriva a: 3librisoprailcielo@gmail.com.

Selvaggia

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Questa voce è stata pubblicata il 14 settembre 2015 da in Poesia con tag , .

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