Tre libri sopra il cielo

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PAROLE NEL WEB: “DIARIO DI UN ADULTERO” di M.B. Sullivan

Cari amici e amiche, ecco a voi per la nostra rubrica “Parole nel web” il secondo atto de DIARIO DI UN ADULTERO – Ode a Shakespeare

Buona lettura.

 

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Atto due

– In alto i calici!
Alla memoria di Re Lear, lo stolto. –

Vi prego,
quando narrerete questi
tragici avvenimenti,
parlate di me quale io sono;
non attenuate nulla,
non scrivete nulla per malizia.
Dovrete dire allora di uno che amò
senza saggezza ma con troppo amore,
di uno non facile alla gelosia,
ma che istigato,
giunse alla follia estrema
di un uomo la cui mano,
come farebbe un povero indiano,
getto via una perla più
preziosa di tutti i suoi tesori.

(Othello, “Othello”, Atto V, Scena II)

˷

Il rumore dei calici che s’infrangono tra di loro sembra risvegliare il giovane James, momentaneamente assorto nell’atmosfera fuori dalla finestra del locale.

Oscar lo fissa attraverso il vetro, ammirandone l’immagine distorta, apparentemente così fragile.

“James.” Lo chiama, sorridendogli di un sorriso rosso come il vino del bicchiere di cristallo fine. “Sei qui con noi? Dove sei?”

Il ragazzo si volta, come se vedesse quella tavola e quel luogo per la prima volta.

“Sono qui.” Mormora con un mezzo sorriso. Non ha niente di reale quel sorriso.

Sembra il sorriso enigmatico della Monna Lisa.

Sorride? Non sorride? Non si capisce.

“Abbiamo superato tutti e cinque il mese di prova, James!” Una delle ragazze adottate dalla compagnia pare fargli gli occhi dolci e sorride felice.

“Sì, lo so.” Sussurra lentamente, chiudendo gli occhi.

La moglie di Oscar scivola alle sue spalle, allungando le braccia lungo il busto del ragazzo, sotto lo sguardo inespressivo del marito. Abbraccia James, dandogli un lungo bacio sulla guancia.

“Sarà stanco, povero cucciolo. Abbiamo lavorato per quattro giorni di fila per mettere in scena la sua prima commedia. E ora è tardi.” La sua voce non è alta. Modula il tono in modo da farlo sembrare quasi una nenia e sorride con aria maliziosa e di chi sa qualcosa che nessun altro sa.

James si alza, divincolandosi dalla sua presa. “Sono stanco, è vero.” Le accarezza distratto un braccio con le dita. “Ma di voi, non di festeggiare.”

Lo guardano tutti, chi perplesso, chi si domanda se dica davvero, Oscar stesso rimane inespressivo e lui, James, sorride, scoppiando in una risata cristallina.

“Scherzavo, miei compagni. In alto i calici! A Oscar, il nostro magnifico direttore!” Solleva il proprio bicchiere e fa tintinnare nuovamente quel materiale tanto fragile.

E a Oscar pare abbia ammiccato proprio a lui, facendo un mezzo inchino con la testa.

Ma niente sfugge agli occhi di chi sa e vede tutto e tace.

E quando tutti si ritirano nelle proprie stanze, silenziosa e furtiva come un’ombra, la moglie del direttore scivola nella camera di James.

Nessuno la vede, nemmeno il povero e cieco Oscar.

E la notte passa e il giorno sopraggiunge con il suo carro dorato.

Niente di ciò che accade nella notte sarà svelato al nuovo giorno.

˷

Ho un sospetto, amico mio.

I cinque prescelti un mese fa hanno superato la prova e ora la mia compagnia conta cinque giovani in più.

Ma c’è qualcosa in uno di loro.

Il più giovane, in effetti. Puck.

Lui ha qualcosa di strano, un’aura, un atteggiamento. Non so.

Mia moglie a tratti sembra amarlo, quasi, a tratti odiarlo.

Io non capisco.

Il suo essere così enigmatico mi attira, come fosse una sirena che con il suo canto si prepara a farmi affondare.

Eppure quel suo aspetto così fragile, corruttibile, innocente…

Sono certo – me lo sento – che qualcosa stia per accadere. La tempesta sta per arrivare con la guerra e noi naufragheremo come poveri marinai.

Non ho paura, nonostante tutto.

Tutte le mie attenzioni si stanno rivolgendo verso Puck e non ne capisco il motivo.

Lo trovo assurdo, senza senso.

Perché un ragazzino dovrebbe interessarmi? Perché mi assomiglia?

Davvero mi ricorda me stesso alla sua età?

Non capisco.

Mi ricorda davvero Puck. Così particolare, così diverso, così magico, distratto, fatato.

E nel frattempo io e mia moglie parliamo sempre meno. E il suo essere così attaccata a lui m’infastidisce.

E se fossero amanti?

No, non è possibile.

Lei non mi ha mai amato, ora lo so. Ne sono certo.

Ho occupato il posto di suo fratello e di suo padre, spodestati dalla mia bravura e dal mio essere il re qui.

Ha finto di amarmi solo per restare in piedi come regina o l’avrei cacciata, forse.

Mi vergogno di questi sentimenti così crudeli nei suoi confronti.

Lei è pur sempre la donna che credo di aver amato un tempo.

Oberon

 

Un commento su “PAROLE NEL WEB: “DIARIO DI UN ADULTERO” di M.B. Sullivan

  1. M. B. Sullivan
    6 febbraio 2016

    L’ha ribloggato su Pensiero Satellite.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 6 febbraio 2016 da in Parole nel web, Racconti originali e talenti nascosti con tag , , .

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