Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

NON TUTTI SANNO CHE… RAYMOND BURR

Buongiorno amiche e amici del blog, oggi per la nostra rubrica del NON TUTTI SANNO CHE ci occupiamo di un attore che forse pochi conoscono con il suo vero nome, Raymond Burr, ma che tutti sicuramente  ricordano con il nome del suo personaggio più famoso, Parry Mason. Io e mia madre probabilmente eravamo le uniche a non sapere dell’omosessualità di Raymond Burr e, anzi, quando glie lo dirò probabilmente mi tirerà dietro una pentola (ve lo ricordate Ro Cazzon, il suo attore preferito? Vi lascio immaginare la sua reazione!). Di sicuro, grazie alle rubriche del blog, sto imparando un sacco di cose!!

Ma veniamo al nostro Raymond. rymond burrL’attore, canadese, è della classe 1917 e la sua vicenda privata rappresenta un buon esempio del cinismo cui riesce ad arrivare lo show business hollywoodiano. Burr ha un particolare significato nella storia lgbt per la sua risposta alle pressioni che dovette sopportare come attore gay in un ambiente molto omofobico. Sentì infatti il bisogno di nascondere la propria omosessualità costruendosi con attenzione (se non inventando completamente) una sua biografia, nella quale doveva sembrare conforme agli standard eterosessuali degli anni ’50, quando venne alla ribalta come attore.

GLI ESORDI

Ha solo sei anni quando i genitori divorziano e si trasferisce con la madre, una pianista, in rymond burr1California, dove i nonni possiedono un hotel, ma è costretto presto a lasciare gli studi per aiutare la famiglia durante la grande depressione, facendo ogni genere di lavoro. Di tanto in tanto recita e canta in qualche locale, e dopo la guerra inizia a lavorare nel cinema. Anche per via della sua corporatura imponente, Burr viene scritturato per lo più per ruoli di antagonista, a volte con grandi registi come Hitchcok (La finestra sul cortile, 1954) o con attori del calibro di Jerry Lewis e Dean Martin (Il nipote picchiatello, 1955), ma sempre in ruoli secondari.

IL SUCCESSO rymond burr2

Parallelamente, Burr lavora anche per la radio e, fin dal 1947, per la televisione, finché nel 1955 Burr venne chiamato per un’audizione per la parte del procuratore distrettuale Hamilton Burger, in una progettata serie televisiva basata sui romanzi gialli di Erle Stanley Gardner, con protagonista l’avvocato Perry Mason. Burr insistette per provare anche per il ruolo principale e, impressionato dalla sua interpretazione, Gardner alla fine scelse proprio lui. Perry Mason andò in onda dal 1957 sino al 1966, e Burr vinse due Emmy Awards (1959 e 1961) per la sua interpretazione. L’attore tornò nello stesso ruolo nel 1985, facendo più di due dozzine di film televisivi di Perry Mason nei successivi otto anni.

L’enorme successo della serie trasformò, quindi, questo attore semisconosciuto e non particolarmente memorabile, in una delle star tra le meglio pagate dell’epoca, oltre che in un doppio del suo eroe, avvocato geniale e umano, votato alle cause apparentemente senza speranza e risolte grazie alla perspicacia, alla perseveranza, alla compassione e a un immancabile colpo di scena finale.rymond burr4 La carriera di Burr continuò quindi al cinema senza grandi picchi, mentre in televisione ottenne ancora una grande successo con un’altra serie, Ironside, iniziata poco dopo la chiusura di Perry Mason, nel 1967, e continuata fino al 1975. Burr vi interpretò il ruolo del capo investigatore, che nel pilot finisce sulla sedia a rotelle in seguito a una sparatoria.

Chiuso Ironside, Burr non riuscì più a replicare il successo che gli aveva arriso per vent’anni, finché alla metà degli anni ’80 venne riesumato Perry Mason, con una nuova e fortunata serie di film per la televisione (ventisei in tutto), l’ultimo dei quali ultimato poche settimane prima della morte, proprio quando era stata messa in cantiere un’operazione analoga per riportare al rymond burr5successo anche Ironside. Morì infatti il 12 Settembre 1993. Nel corso della sua carriera, Burr ebbe significativi ruoli in più di sessanta film per il cinema e almeno quaranta per la televisione. La sua filmografia incluse drammi, western, film di mostri (Godzilla, 1985) e anche commedie come “Airplane II: The Sequel” (1982).

“L’AVVOCATO” PRIVATO

Nella vita privata, Burr è stato descritto come il più riservato degli uomini. La sua biografia ufficiale afferma che si sposò tre volte e che ebbe un figlio, ma non è chiaro quanto ci sia di vero in tutto questo. In base a vari racconti la prima moglie di Burr fu Annette Sutherland, un’attrice inglese che egli sposò nel 1941 e che si suppone sia morta nello stesso incidente aereo in cui morì l’attore Leslie Howard quando, nel giugno 1943 durante la seconda guerra mondiale l’aereo, in rotta da Lisbona a Londra, fu abbattuto dai tedeschi (Leslie Howard era Ashley in Via col vento, per intenderci).

La storia sulla morte della Sutherland sembra proprio essere falsa, visto che c’erano solo tre donne adulte nella lista dei passeggeri di quel volo e Annette Sutherland non era tra queste. Il secondo matrimonio di Burr , l’unico che potrebbe essere documentato, è avvenuto nel 1947 con Isabella Ward, ma l’unione fu annullata dopo pochi mesi. Il nome della terza moglie di Burr sarebbe Laura Morgan, sposata (pare e anche qui il condizionale è d’obbligo) da Burr nel 1953 e che sarebbe morta di cancro nel 1955 (e che ci crediate o no, non sono riuscita a trovare nessuna foto di queste tre donne, quanto meno immagini che potessero confermare questi matrimoni).

Il figlio adottivo di Burr e della Sutherland, Michael Evan Burr, si dice sia morto di leucemia all’età di dieci anni, nel 1953. In un raro commento pubblico sulla sua vita personale, Burr disse di essersi preso del tempo per girare negli Stati Uniti col figlio negli ultimi anni della vita del ragazzo. Ma a quel tempo Burr era già un attore noto e una notizia del genere sarebbe sicuramente arrivata alla stampa. Invece non c’è nessuna traccia, nessuna foto o altro, della nascita, dell’esistenza e della morte di quel ragazzo. Molti dei colleghi che lavorarono con Burr dubitarono del racconto e John Strauss, che dal 1953 curò i suoi rapporti con la stampa, disse che Burr “non menzionò mai nessuna moglie o figlio”.

Nonostante la finta biografia e gli sforzi occasionali di ritrarre Burr sentimentalmente legato a qualche attrice, compresa Natalie Wood, gli addetti ai lavori erano a conoscenza della sua omosessualità, ma la notizia era tenuta nascosta al grande pubblico per evitare effetti disastrosi per la popolare star televisiva. Tutte queste mogli, e addirittura il presunto figlio adottato e poi morto, sarebbero transitate nella vita di Burr tra la guerra e la prima metà degli anni ’50, cioè nella fase più delicata della sua carriera, prima che il successo di Perry Mason rendesse meno necessarie simili operazioni di copertura. Del resto, a differenza ad esempio di un Rock Hudson (che in quegli stessi anni godeva di un successo analogo), con la sua presenza paterna e rassicurante, Burr non veniva certo proposto alle spettatrici come un sex symbol.

Ad ogni modo gli amici intimi e i familiari di Burr (la sorella Geraldine e la madre in testa) sostennero di non aver mai visto nemmeno in fotografia tutto questo stuolo di mogli, per non parlare del figlio. Nondimeno Burr, senza approfondire mai la questione, accennava a loro ancora in interviste risalenti ai suoi ultimi anni. Evidentemente non voleva alterare la propria immagine pubblica, pur senza più stare a inventarsi nuove relazioni o figli defunti. Forse anche perché nel frattempo aveva effettivamente costruito una vera famiglia. Si era infatti messo insieme all’unica presenza documentata della sua vita privata: Robert Benevides.rymond burr.6jpg

Burr lo aveva conosciuto sul set di Perry Mason e i due vissero insieme per circa trent’anni, fino alla morte di Burr. Divisero anche diverse esperienze lavorative, sia nel mondo dello spettacolo (Benevides fece da produttore della nuova serie di Perry Mason) sia al di fuori di esso, nelle varie attività cui si dedicarono in virtù delle loro passioni comuni, che seppero trasformare in commerci redditizi. Dapprima si occuparono di orchidee, coltivate su un’isola delle Fiji, Naitauba, che si erano comprati, e poi di vino. Il patrimonio guadagnato da Burr, che ammontava a diverse decine di milioni di dollari, permetteva loro di togliersi qualsiasi sfizio (negli anni accumularono ad esempio una ricca collezione d’arte), ma Burr e Benevides erano conosciuti anche per la loro generosità e per le molteplici attività filantropiche rymond burr7jpgcui si dedicarono durante tutta la loro vita insieme. Dopo la morte di Burr, Benevides ha continuato a occuparsi di orchidee e della loro azienda vinicola, che ha intestato alla memoria del suo compagno di vita. Attualmente risiede in California.

 

 

 

 

FONTI: http://www.wikipedia.it

 

Selvaggia

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Questa voce è stata pubblicata il 22 maggio 2018 da in Non tutti sanno che con tag , .

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